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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Romagna
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La mwdgRomagna (mwdwRumâgna in mwearomagnolo) è una mweqregione storica, mweggeografica e linguistica dell'mwewItalia settentrionale. Forma per quasi la sua totalità, insieme all'mwfaEmilia, la regione amministrativa dell'mwfqEmilia-Romagna.

Oltre alle province di mwfwRavenna, mwgaForlì-Cesena e mwgqRimini e l'intera mwggrepubblica di San Marino, appartengono geograficamente alla Romagna anche la parte della mwgwcittà metropolitana di Bologna ad est del torrente mwhaSillaro (sette comuni, tra cui mwhqImola) e, fuori dall'Emilia-Romagna, alcune aree della mwhgprovincia di Pesaro e Urbino nelle mwhwMarche, della mwiacittà metropolitana di Firenze e alcuni territori della mwiqprovincia di Arezzo – compresa l'exclave di mwigCa' Raffaello – in mwiwToscanacite-ref-treccani-1-0[1]cite-ref-rosetti1893-2-0[2].

Tra i principali centri di rilievo storico della Romagna si annoverano: mwlqRavenna, che fu capitale dell’mwlgImpero romano d’Occidente (402-476), del mwlwRegno ostrogoto d’Italia (493-540) e dell’mwmaEsarcato bizantino d’Italia (584-751); mwmqForlì, centro politico nel mwmgMedioevo e nel mwmwRinascimento, legata alle vicende di mwnaCaterina Sforza insieme a mwnqImola; mwngCesena, conosciuta come “Città dei tre Papi”, sede in passato di un’università propria e della mwnwBiblioteca Malatestiana; mwoaRimini, caposaldo viario in mwoqepoca romana e feudo dei mwogMalatesta; mwowFaenza, storicamente associata alla produzione di mwpaceramica artistica e polo regionale del mwpqneoclassicismo; mwpgLugo, che fu a più riprese capoluogo della mwpwRomagna estense tra il 1437 e il 1568.

Il mwqqtoponimo mwqgRomagna deriva dal mwqwtardo latino mwraRomániacite-ref-3[3] (e in mwsqgreco bizantino Ῥωμανία, mwsgRhōmanía) e risale al mwswVI secolo d.C., quando l'Italia fu divisa tra aree soggette o ai mwtaLongobardi (mwtqLangobardia, poi Lombardia) o all'mwtgImpero romano d'Oriente: "mwtwRománia" assunse quindi il significato generico di "mondo romano", in opposizione a quello longobardo. Con la creazione dell'mwuaEsarcato d'Italia (con capitale mwuqRavenna), il termine assunse poi un'accezione geograficamente determinata detta mwugRomanula e poi mwuwRomandiola, indicando la parte della penisola rimasta più strettamente legata all'Impero d'Oriente.

Durante l’epoca pontificia erano conosciute anche come le mwvqRomagne, inglobando nel suddetto concetto anche le aree del mwvgBolognese e del mwvwFerrarese, poiché linguisticamente e culturalmente distinte dalla Romagna, analogamente a quanto accadde per le mwwamwwqDue Sicilie.

Contents

Costa
Clima
Storia
Simboli
Arte
Teatro
Cucina
Eventi
Strade
Porti
Sport
Note

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Geografia

Superficie della Romagna

Area geografica

La Romagna come realtà omogenea dal punto di vista geografico ha la forma di un mwzqquadrilatero, i cui lati sono:

• a nord il corso del fiume mwaaReno (che in Romagna scorre nel letto dell'ex mwaqPo di Primaro, fino al 1152 ramo principale del fiume mwagPo), dal punto in cui riceve le acque del torrente mwawSillaro (in località Bastia) fino alla foce nel mwbaMare Adriatico. Il lato nord separa la Romagna dal mwbqFerrarese;
• a nord-ovest il corso del mwbwSillaro, per tutto il suo percorso dalle sorgenti alla confluenza con il Reno. Il lato nord-ovest è il confine con il mwcaBolognese;
• dalle sorgenti del mwcgSillaro verso est, il lato meridionale segue lo spartiacque dell'mwcwAppennino tosco-romagnolo. Le cime che delimitano la dorsale sono il Monte Bastione (1mwda 190 m), vicino a mwdqPian del Voglio e Sasso di Castro (1mwdg 277 m), vicino a mwdwRoncobilaccio. La linea spartiacque prosegue fino al Monte Maggiore nell'mweaAlpe della Luna (mweqprovincia di Arezzo). Il lato meridionale separa la Romagna dalla mwegToscana.cite-ref-treccani-1-1[1]cite-ref-rosetti1893-2-1[2]
• il lato ovest-est corre pressoché in linea retta lungo lo spartiacque fra il torrente mwhaConca e il mwhqfiume Foglia; nodi orografici sono il mwhgSasso di Simone e il mwhwMonte Carpegna; poi la Faggiuola di mwiaMonte Cerignone, fino al promontorio di mwiqGabicce Monte-mwigFiorenzuola di Focara, nel comune di mwiwPesaro. Il crinale attraversa la mwjavia Flaminia in località Siligata (mwjq7 km da mwjgGabicce Mare e 9mwjw km dal centro di Pesaro)cite-ref-treccani-1-2[1].
• il lato est è rappresentato dalla costa adriatica.

Considerando i soli elementi naturali del territorio, i lati del quadrilatero romagnolo misurano come segue:

• Corso del Reno (dalla frazione di mwmaSan Biagio): 40mwmq km;
• Corso del Sillaro: 74mwmw km;
• Spartiacque montani: 215mwnq km;
• Coste marine: 94mwnw km.

È possibile misurare l'area della Romagna sulla base delle carte dell'mwoqIstituto Geografico Militare; il calcolo dà come risultato 6mwog 380,6mwow km²cite-ref-4[4], di cui 2mwqa 334,3mwqq km² pertinenti alla pianura (36,4%) e 4mwqg 046,3mwqw km² di zona montuoso-collinare (63,6%)cite-ref-5[5] (di cui il 40% è collina e il 23% è montagna).

Vertici astronomici

La posizione astronomica dei punti estremi dei confini romagnoli è così indicata:cite-ref-6[6]

• a nord la foce del fiume Reno: 44°37' lat. N;
• a sud il Monte Maggiore: 43°39' lat. N;
• a est Monte Mario: 12°23' long. E;
• a ovest l'elevazione (senza nome) che a quota 952 m domina il mwvaPasso della Futa: 11°11' long. E.

Orografia

Le zone montuose occupano la parte meridionale della Romagna. La catena montuosa che l'attraversa è quella dell'mwvwAppennino tosco-romagnolo, parte dell'mwwaAppennino settentrionale. La montagna più alta è il mwwqMonte Falco, la cima raggiunge i 1mwwg 658 mwwwm s.l.m. ed è posta sul confine tra le province di mwxaForlì-Cesena, mwxqArezzo e mwxgFirenze. Seguono il mwxwMonte Falterona (1mwya 654 metri), Poggio Scali (nell'mwyqAppennino cesenate, 1mwyg 520 m) e il mwywMonte Fumaiolo (1mwza 407 m).

Si devono al mwzggeologo mwzwFederico Sacco (1864-1948) gli studi che hanno portato a identificare le caratteristiche proprie dell'Appennino romagnolo. Lo studioso le individuò nella composizione litologica delle valli del mw0aSanterno e del mw0qSillaro (ai confini nord-ovest) e del mw0gMarecchia e del mw0wConca (alle estremità orientali). Tra i due estremi è contenuto una catena con caratteristiche proprie, quella dell'Appennino romagnolo.cite-ref-7[7] Al naturalista mw2aPietro Zangheri (1889-1983) va il merito di aver individuato la Romagna come regione bio-geografica.cite-ref-8[8]

La Romagna si è formata geologicamente in seguito all'emersione di una vastissima lastra calcarea sottomarina.cite-ref-9[9] Nel mw4gMiocene (15 milioni di anni fa) a occidente della Romagna, la zona toscana era già emersa. La terra finiva dove in epoca storica c'è lo spartiacque appenninico. Oltre l'mw4wAlpe della Luna cominciava il mare. Il fondo marino di quei tempi era costituito da una roccia friabile e fangosa, di origine diversa rispetto a quella tirrenica. Sul fondo iniziò una sedimentazione che continuò ininterrotta per lunghissimo tempo. In ere più recenti emerse, formando la Romagna. Questa paleosuperficie, emergendo, scivolò sullo strato tirrenico. L'emersione della terraferma visse le seguenti fasi alternecite-ref-tracce-10-0[10]:

• mw6gMiocene superiore (7 milioni di anni fa): emersione di tutto il territorio romagnolo con vegetazione simile a quella della Sicilia meridionale;
• avanzamento del mare fino a lambire la fascia pedemontana (mw7aPliocene inferiore, 6 milioni di anni fa);
• nuova emersione della terraferma di tutto il territorio romagnolo fino alla linea di costa attuale (5 milioni di anni fa);
• nuovo avanzamento delle acque (Pliocene medio, 4 milioni di anni fa).

Gli alternati periodi di movimento con quelli di riposo provocarono la formazione, sul fondo, di una lastra calcarea. L'esito di questo processo calmo e continuativo costituì il sostrato geologico della regione romagnola.

In due punti lo scivolamento di uno strato sopra l'altro è stato particolarmente difficile. Si tratta: a) della giunzione tra valle del mw8qSillaro-mw8gSanterno e mw8wMugello; b) della giunzione tra mw9aValmarecchia e mw9qAlpe della Luna. Qui l'azione della lastra emergente determinò delle fratture e degli avvallamenti di notevole rilievo, che furono colmati, nel tempo, da rocce che si convogliarono a riempirli. Queste rocce sono le cosiddette "argille scagliose". Mentre la paleosuperficie emergeva dal fondo marino, lo strato tirrenico premeva però verso est. Nei due punti considerati, l'esito di tali movimenti constrastanti fu insolito e diverso rispetto al resto della regione. In queste valli le argille scagliose hanno divelto e disperso dei massi di notevoli dimensioni, i quali, contemporaneamente, hanno subito uno spostamento verso est. Quindi nelle valli del Sillaro-Santerno e in Valmarecchia si trovano massi che sono litologicamente affini alla zona toscana:

• In Valmarecchia gli esiti di questo gigantesco processo sono: nell'alta valle la lastra del mw-aMonte Fumaiolo (1mw-q 407 m); nella media valle, la roccia di mw-gSan Leo (509mw-w m) e il massiccio del mw-aTitano (739 m) (mw-qSan Marino); nella bassa valle lo sperone di mw-gVerucchio.
• Nelle valli del Sillaro e del Santerno: il mwaqaSasso di San Zenobi, il Sasso di Castro (1mwaqe 276 m) e Monte Beni (1mwaqi 263 m).

Dopo l'affioramento delle rocce calcaree, nel mwaqqPliocene si depositò una formazione gessifera, che caratterizza le valli imolesi e faentine: è la mwaquVena del Gesso Romagnola. Il passaggio dal Pliocene al mwaqyPleistocene (che inizia tre milioni di anni fa) è definito dal progressivo raffreddamento del mwaqcmar Mediterraneo. Per alcuni milioni di anni la linea di costa continua a lambire l'area pedecollinare romagnola, mentre si depositano sul fondo rocce argillose marine. Solamente dal mwaqgPleistocene Medio (700mwaqk 000 anni fa) inizia il progressivo ritiro delle acque fino all'assetto attuale, raggiunto 200mwaqo 000 anni facite-ref-tracce-10-1[10].
Durante la mwaraglaciazione di Würm (da circa 110mware 000 a 12mwari 000 anni fa) il mare si ritira di cento metri rispetto alla linea attuale. Nel periodo post-glaciale si forma un vasto sistema vallivo che, dal mwarmPo di Primaro, si è esteso fino al mwarqSavio. mwaruRavenna, infatti, nasce come insediamento lagunare.

| Serie storica dei principali terremoti avvertiti in Romagna dall'anno mille in poi Fonte: Tiziano Costa, Epicentro Emilia-Romagna da mille anni , 2012, Costa Editore, Bologna | Serie storica dei principali terremoti avvertiti in Romagna dall'anno mille in poi Fonte: Tiziano Costa, Epicentro Emilia-Romagna da mille anni , 2012, Costa Editore, Bologna | Serie storica dei principali terremoti avvertiti in Romagna dall'anno mille in poi Fonte: Tiziano Costa, Epicentro Emilia-Romagna da mille anni , 2012, Costa Editore, Bologna |
|---|---|---|
| Data | Luogo | Entità ed effetti |
| agosto 1174 | Bologna e Ravenna | |
| 4 gennaio 1216 | Romagna | Sisma distruttivo |
| maggio 1279 | Romagna | Pressoché tutti i castelli dell' Appennino faentino e forlivese furono distrutti. Moltissimi morti. |
| 1301 | Imola | |
| 1337 | Romagna | Sisma rovinoso |
| 1353 | Romagna | Scosse fortissime |
| 3 luglio 1428 | Romagna | Gravi danni a Forlì e Cesena. |
| 1433 | Romagna | |
| gennaio 1505 | Bologna | Avvertito fino a Forlì |
| 19 aprile 1509 | Romagna | Crolli a Solarolo e Faenza |
| 8 marzo 1537 | Romagna | Crolli a Ravenna |
| 1561 | Romagna | Crolli a Ravenna [ 11 ] |
| 1613 | Rimini | maremoto |
| 19 marzo 1624 | Ferrarese [ 12 ] | Sisma avvertito a Ravenna |
| agosto 1653 | Romagna | Scosse fortissime |
| 1655 | Appennino | Epicentro a Rocca San Casciano [ 13 ] |
| 22 marzo 1661 | Appennino | Epicentro nella vallata di Meldola . Molti morti a Predappio e a Castrocaro. |
| 14 aprile 1672 | Litorale | Epicentro al largo di Rimini. La città fu quasi totalmente distrutta. Circa 200 vittime. |
| 11 aprile 1688 | Bassa Romagna | Scosse fortissime. Cotignola e Russi distrutte, decine di morti. |
| 1732 | Romagna | Terremoto fortissimo |
| 1780 | Litorale | Scosse da Rimini a Venezia |
| 4 aprile 1781 17 luglio 1781 | Romagna | Vittime a Brisighella, Modigliana e Dovadola; danni ai monumenti. Scosse avvertite da Cesena a Imola. |
| 25 dicembre 1786 | Romagna | Colpita Rimini; distrutta Savignano . Molti morti. |
| 21 settembre 1813 | Romagna | Terremoto rovinoso; danni a Faenza, Imola, Forlì e Cesena. |
| 1861 | Romagna | Scosse fortissime |
| 30 ottobre 1870 | Romagna | Forti danni a Forlì, Meldola e Bertinoro |
| 5 gennaio 1871 | Romagna | |
| 17 marzo 1875 | Romagna | Crolli a Cervia e Cesenatico [ 14 ] ; maremoto. |
| settembre 1887 | Romagna | |
| 14 gennaio 1909 | Alpi | Forti scosse in tutta la Romagna |
| 17 agosto 1916 | Rimini | |
| 1918 | Santa Sofia | Forte terremoto, distrutta buona parte del paese, molti morti, crollata la chiesa parrocchiale [ 15 ] |
| 5 aprile 1931 5 giugno 1935 | Faenza | |
| 30 aprile 1960 | Faenza | |
| 18 dicembre 1965 | Lugo | |
| 11 gennaio 1968 10 gennaio 1969 | Lugo | |
| 26 settembre 1970 | Rimini | |
| 5 dicembre 1978 | Ravenna | |
| 14 settembre 2003 | Imola e vallata del Santerno | Forti scosse |

Idrografia

Il mwad4Montonecite-ref-16[16], con i suoi mwaem140 km, è il fiume più lungo della Romagna. Altri fiumi importanti sono il mwaeqBidente (mwaeu135 km), mwaeySavio (mwaec126 km), mwaegSanterno (99mwaek km), mwaeoLamone (90mwaes km), mwaewSenio (88mwae0 km) e mwae4Marecchia (70mwae8 km). Corsi d'acqua importanti per motivi storico-geografici sono mwafaRubicone e mwafeSillaro.

In Romagna non sono presenti molti laghi, e quei pochi esistenti sono piccoli e di scarso interesse. Il lago più importante è quello artificiale di mwafmRidracoli, sorto presso l'omonima frazione del Comune di mwafqBagno di Romagna.

La parte orientale della Romagna è bagnata dal mwafyMare Adriatico, il tratto di costa che va dalla foce del fiume mwafcReno al promontorio di mwafgGabicce Monte-mwafkFiorenzuola di Focara (frazione di mwafoPesaro) è chiamata mwafsRiviera romagnola. Il litorale è caratterizzato da spiagge ampie e sabbiose, con la presenza a nord di zone naturalistiche, mentre a sud si è assistito, dal dopoguerra, a una progressiva cementificazione dovuta al mwafwturismo.

Costa

La mwaf8costa della Romagna o mwagaRiviera romagnola si affaccia sul mwageMare Adriatico a est ed è compresa nelle province di mwagiRavenna, mwagmForlì-Cesena, mwagqRimini e mwaguPesaro-Urbino.

Clima

La Romagna è interessata da un mwagoclima temperato subcontinentale che varia con l'altitudine e la distanza dalla costa. Anche se non si discosta troppo da quello presente nel resto dell'mwagsItalia settentrionale, il clima della Romagna assume caratteristiche proprie dovute al progressivo assottigliarsi della fascia pianeggiante, il che attenua pur debolmente i caratteri di continentalità, alla fisiologica esposizione ai venti nell'asse sud-ovest-nord-est e, in definitiva, alla latitudine inferiore.

Ambiente

Flora e fauna

La flora romagnola è molto varia, in virtù sia della posizione geografica, al confine tra l'area a mwag8clima mediterraneo e quella a mwahaclima continentale, sia della varietà territoriale (dalle montagne del crinale dell'mwaheAppennino tosco-romagnolo, alle colline, fino alla mwahiPianura Padana sud-orientale e alle zone umide litorali del mwahmmare Adriatico). Le zone montagnose sopra gli 800 metri di quota sono dominate da foreste di mwahqfaggio, talvolta misto all'mwahuabete bianco, come nelle mwahyForeste Casentinesi e a Campigna, in cui si trova un'orchidea endemica, l'mwahcelleborina di Romagna.

I boschi della media montagna sono caratterizzati da diverse specie di mwahkquerce, a cui si associano altre specie come il mwahofrassino maggiore, il mwahstiglio, il mwahwsorbo, l'mwah0acero di monte; in questa fascia si trovano anche molti rimboschimenti artificiali, soprattutto di mwah4pino nero e mwah8pino silvestre. La collina presenta boschi di mwaiaroverella, associata a mwaieorniello e mwaiicarpino nero, da sempre condotti a mwaimceduo. Alcune zone della collina presentano una vegetazione particolare, grazie al sostrato roccioso peculiare, come nel caso delle rupi calcaree del Riminese o della mwaiqVena del Gesso romagnola, con presenze tipiche della macchia mediterranea, come mwaiuleccio, mwaiyterebinto, mwaicalaterno. Nella Vena del Gesso si trovano molte specie di mwaigfelci, tra cui una specie unica per l'Italia: la felcetta persiana.

Le aree calanchive che si sviluppano ai piedi dell'Appennino sono ammantate di mwaioginestra odorosa e mwaissulla e ricoperte da praterie aride, spesso con ricche fioriture di mwaiworchidee, tra cui il raro mwai0barbone adriatico e l'mwai4ofride di Bertoloni, e una specie endemica di queste aride argille, l'mwai8artemisia delle crete. Nella zona pianeggiante la vegetazione è stata profondamente modificata dall'attività agricola e pochissimi sono gli ambiti in cui sono ancora presenti formazioni naturali: quasi soltanto lungo i fiumi si trovano lembi residui di boschi a galleria di mwajapioppi e mwajesalice bianco.

Nella parte settentrionale della fascia costiera si trovano ambienti naturali residui, come le mwajmpinete storiche di Ravenna, di impianto artificiale e dominate dal mwajqpino domestico; il bosco originario sarebbe dominato da mwajufarnia e mwajypioppo bianco, presenti assieme ai pini. Qui si trovano anche lembi di paludi di acqua dolce, come mwajcPunte Alberete e Valle Mandriole, con boschi allagati di mwajgfrassino meridionale e mwajkontano nero, con sottobosco dominato dalle belle mwajocampanelline estive e dal mwajsgiglio di palude, poi canneti, tifeti e, fino a qualche anno fa, lamineti di mwajwninfea bianca, oggi estinta. In prossimità del mare si trovano alcune lagune, stagni salati e la mwaj0salina di Cervia, con la tipica vegetazione mwaj4alofila e specie rare come l'endemica mwaj8salicornia veneta e il mwakalimonio comune dalle belle fioriture violette; poi le pinete costiere, anch'esse artificiali e costituite da mwakepino marittimo, piantato al posto degli arbusteti costieri di mwakiolivello spinoso, mwakmginepro e mwakqfillirea. Prima della battigia, infine, si trovano alcuni residui di dune costiere, in particolare presso la mwakufoce del torrente Bevano.

La fauna è varia, grazie alla grande diversità ambientale. Sull'Appennino sono presenti grandi e medi mammiferi, come mwakwlupo, mwak0gatto selvatico, mwak4cervo nobile, mwak8capriolo, mwalacinghiale; inoltre, mwaletasso, mwalivolpe e mwalmistrice, che sono oggi distribuiti sia in collina sia in pianura. Nel basso Appennino la mwalqVena del Gesso spicca per l'importanza dei popolamenti di mwalupipistrelli, con ben venti specie e alcune rarità come il mwalyferro di cavallo eurìale e grandi colonie invernali di mwalcminiottero. Tra gli uccelli si trovano molte specie di rapaci diurni, come mwalgaquila reale, mwalkbiancone, mwaloastore, mwalsfalco pecchiaiolo, mwalwalbanella minore, mwal0falco pellegrino, mwal4lanario, mwal8lodolaio o i più comuni mwamapoiana, mwamesparviere e mwamigheppio e rapaci notturni, come mwammgufo reale, mwamqallocco, mwamuassiolo. Altri uccelli interessanti sono il mwamypicchio nero, nelle faggete più mature, il mwamcsucciacapre e l'mwamgaverla piccola, nelle aree calde e aride. Tra gli anfibi spiccano l'endemica mwamksalamandrina dagli occhiali e l'mwamoululone appenninico. Oltre alla mwamstrota fario, nei torrenti appenninici si trovano mwamwbarbo comune, mwam0barbo canino, mwam4vairone, mwam8lasca, mwanacobite comune e, abbondante, il mwanecavedano.

Nella pianura, occupata quasi tutta da campi agricoli, la fauna è molto semplificata e, oltre a mwanmlepri e mwanqfagiani, presenti perché continuamente ripopolati a scopo venatorio, sono presenti prevalentemente piccoli mammiferi come mwanuriccio, mwanytalpa e diverse specie di topi, oltre all'esotica mwancnutria, e molte specie di mwangpasseriformi, alcune delle quali legate ai coltivi a seminativo, come l'mwankallodola e la mwanocutrettola, o ai frutteti, come mwanstordela, mwanwverdone e mwan0cardellino e anche alle abitazioni, come mwan4passera d'Italia e mwan8rondine; il mwaoagufo comune e la mwaoecivetta sono piuttosto comuni in pianura.

Le zone umide della fascia costiera sono importantissime per gli uccelli acquatici, in particolare per le colonie di mwaomardeidi (mwaoqairone cenerino, mwaouairone rosso, mwaoyairone bianco maggiore, mwaocgarzetta, mwaognitticora, mwaokairone guardabuoi, mwaoosgarza ciuffetto) a cui si associano mwaoscormorano, mwaowmarangone minore, mwao0ibis mignattaio e mwao4spatola, e per le colonie di gabbiani e sterne (mwao8gabbiano corallino, mwapagabbiano roseo, mwapegabbiano reale mediterraneo, mwapisterna zampenere, mwapmstena comune, mwapqbeccapesci, mwapufraticello), mwapycavaliere d'Italia, mwapcavocetta. Il raro mwapgfratino nidifica sulle poche spiagge naturali, assieme alla mwapkbeccaccia di mare.

Tra le anatre la specie più interessante è la rara mwapsmoretta tabaccata, ma si trovano anche altre specie nidificanti caratteristiche, come mwapwvolpoca, mwap0fistione turco, mwap4marzaiola, mwap8canapiglia, mwaqamestolone, mwaqemoriglione oltre al comunissimo mwaqigermano reale; grandi stormi di anatre e mwaqmfolaga svernano in queste paludi. Il mwaqqfenicottero rosa frequenta regolarmente le lagune e le saline, mentre il mwaqufalco di palude nidifica nei folti canneti. Tra i rettili spicca la mwaqytestuggine palustre e, tra gli anfibi, oltre alle mwaqcrane verdi, l'endemica mwaqgrana di Lataste e il rarissimo mwaqkpelobate fosco. Tra i pesci delle acque dolci di pianura si trovano mwaqocarpa, mwaqsluccio, mwaqwtriotto, mwaq0scardola, mwaq4alborella, sempre più rari a causa della presenza di molte specie esotiche dannosissime, tra cui mwaq8siluro e mwaralucioperca. Nelle acque salmastre si trovano alcune interessanti specie endemiche del Nord Adriatico, come mwareghiozzetto di laguna e mwarighiozzetto cenerino, oltre al coloratissimo mwarmnono, all'mwarqanguilla e varie specie di mwarucefali. In mare l'unico cetaceo regolarmente presente è il mwarytursiope ed è abbastanza frequente anche una tartaruga marina, la mwarccaretta.

Protezione ambientale

L'area compresa tra il fiume Reno e Rimini è soggetta da secoli al fenomeno della mwarosubsidenza. Nei cento anni che intercorrono dal 1892 al 1993 il massimo abbassamento si è verificato nel litorale ravennate: -114 centimetri. Il picco è stato registrato tra il 1950 e il 1980. A Rimini nello stesso periodo l'abbassamento è stato di 73 centimetri. Nella provincia di Ravenna sono migliaia gli ettari di terreno sotto il livello del mare. Fra il 1950 al 2005 da Rimini al mwarsDelta del Po si sono persi cento milioni di metri cubi di mwarwsabbia. Dopo il 1980 il fenomeno ha rallentato considerevolmentecite-ref-17[17].

La subsidenza è costantemente monitorata, grazie anche a strumenti di misurazione sempre più sofisticati. La Regione Emilia-Romagna ha affidato all'Agenzia Regionale Protezione Ambientale (ARPA) l'effettuazione di analisi e la compilazione di rapporti tecnici. Secondo l'ultimo rilievo, effettuato negli anni 2002-2006, il suolo si è abbassato di 40–45mwasi mm l'anno; la costa riminese è la zona costiera dove la subsidenza risulta più rilevante (15–20mwasm mm l'anno).cite-ref-18[18]

In Romagna sono presenti numerose mwaskaree naturali protette: il mwasoParco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna; il mwassParco regionale della Vena del Gesso Romagnola e parte del mwaswParco Regionale del Delta del Po (rientra in Romagna la parte meridionale, a sud del mwas0fiume Reno, caratterizzata dalle pinete e dalle zone umide di Ravenna e Cervia formate dai corsi d'acqua appenninici), il mwas4Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello e il mwas8Parco Naturale del Monte San Bartolo (fra mwataGabicce Monte e mwatePesaro). Sono, inoltre, presenti cinque Riserve Naturali dello Stato e quattro Riserve Naturali Regionali (Alfonsine, Bosco della Frattona, Bosco di Scardavilla, Onferno).

Storia

La Romagna fu abitata già dall'epoca preistorica, come dimostrano molti ritrovamenti. Uno dei giacimenti preistorici più inmportanti mwaumCa' Belvedere sul mwauqmonte Poggiolo (nel comune di mwauuCastrocaro), dove sono stati ritrovati migliaia di mwauyreperti litici risalenti a mwauc800 000 anni mwaugdal presente, una delle più antiche attestazioni della presenza del genere mwaukHomo in mwauoEuropacite-ref-19[19].

I più antichi abitanti dell'attuale Romagna di cui si hanno testimonianze archeologiche furono gli mwavaUmbri e gli mwaveEtruschi. Si deve ai primi la fondazione di mwaviSarsina; i secondi fondarono mwavmVerucchio e mwavqRimini. A partire dal mwavuIV secolo a.C. il territorio fu conquistato da un popolo che dette un'importante impronta alla Romagna: i mwavyCelti. Tra le numerose tribù celtiche che scesero in Italia, sono da elencare mwavcSenoni, i mwavgLingoni, e i mwavkBoi.

La permanenza dei Celti fu minacciata, a partire dal mwavsIII secolo, dalla potenza dei mwavwRomani. Celti e Romani si scontrarono per la prima volta nel mwav0295 a.C. a mwav4Sentino, dove, seppur con gravi perdite, vinsero i Romani. Successivamente iniziò il tramonto dei Senoni, che pochi anni dopo furono definitivamente sopraffatti. Nel mwav8225 a.C. l'esercito romano sconfisse una coalizione di popoli celtici nella mwawabattaglia di Talamone, aprendo la strada alla completa colonizzazione della mwawePianura Padana.

Tra il mwawm191 e il mwawq187 a.C. viene costruita la mwawuvia Emilia tra mwawyRimini e mwawcPiacenza. mwawgGiulio Cesare il 10 gennaio del mwawk49 a.C. attraversò il fiume mwawoRubicone (o il mwawsPisciatello) alla testa di un esercito, violando apertamente la legge che proibiva l'ingresso armato dentro i confini dell'mwawwItalia e dando il via alla seconda guerra civile, pronunciando la celeberrima frase: mwaw0mwaw4Alea iacta est.

Dopo Cesare e il successivo potere mwaxcaugusteo, il ruolo di Ravenna accrebbe considerevolmente. A 5mwaxg km dalla città fu costruita, negli ultimi anni del mwaxkI secolo a.C., una base militare navale (mwaxomwaxsClassis Ravennatis). Vi fu stanziato il quartier generale della flotta imperiale da cui dipendeva il controllo di tutti i bacini del Mediterraneo orientale. La presenza del porto ebbe positivi riflessi economici: Ravenna divenne un polo di attrazione per i commerci della pianura limitrofa. Nell'anno 402 la città venne scelta come sede della corte imperiale diventando la capitale della parte occidentale dell'Impero romano e restandolo fino alla caduta di quest'ultimo nell'anno 476.

L'invasione decisiva per le sorti dell'Italia fu quella dei Longobardi (568). La penetrazione longobarda cambiò la storia della penisola: per la prima volta dopo secoli l'Italia si ritrovò divisa: da una parte i possedimenti longobardi; dall'altra i territori romano-bizantini. Questi ultimi furono riuniti nell'mwax0Esarcato d'Italia con capitale mwax4Ravenna. Nei secoli successivi l'Italia bizantina fu autonomamente governata dall'Esarca di Ravenna con leggi, lingua e costumi romano-bizantini. La Romagna restò come una sorta di isola rispetto al restante territorio italiano.

Dopo una fase di alterne vicende nel controllo politico della Romagna tra i mwayaLongobardi e l'esarca di Ravenna, i Longobardi conquistarono Ravenna (751), ponendo fine all'Esarcato. L'intervento dei Franchi, chiamati da mwayepapa Stefano II fu decisivo per la storia della penisola nei secoli successivi: il re Pipino il Breve, invece di restituire i territori all'imperatore di Costantinopoli, li donò alla mwayiSanta Sede, ponendo così inizio allo mwaymStato Pontificio. Per la Romagna iniziò un lunghissimo periodo (oltre mille anni) di storia all'interno dello Stato della Chiesa.

Nel mwaykXII secolo le istituzioni comunali si diffusero in tutte le città romagnole. Tutta la Romagna era ricompresa nella mwayoProvincia Romandiolæ, una delle cinque province dello Stato Pontificio (comprendeva tutto il territorio dal fiume mwaysFoglia al mwaywPanaro). Nel corso del XIII secolo infuriarono le lotte tra mway0guelfi (fedeli al papa) e mway4ghibellini (contrari al papa e alleati con l'mway8imperatore del Sacro Romano Impero). Nel mwazaMedioevo, i principali centri della Romagna raggiunsero il numero di sette: mwazeRavenna, mwaziForlì, mwazmRimini, mwazqFaenza, mwazuCesena, mwazyImola e mwazcLugo. Tali rimasero fino ai giorni nostri.

Tra il 1499 e il 1500 mwazkCesare Borgia, su mandato di mwazopapa Alessandro VI, sconfigge una dopo l'altra le signorie delle città romagnole, a cominciare da mwazsForlì e mwazwImola. Il Papa lo proclamò "Duca di Romagna" e Borgia pose a mwaz0Cesena la sua capitale; nel 1507 il ducato viene smembrato e la Romagna rientra nello Stato Pontificio. Negli anni quaranta la Provincia Romandiolæ fu suddivisa in due: da una parte Bologna e dall'altra la Romagna. Al territorio romagnolo venne conferito ufficiale riconoscimento con la nascita della mwaz4Legazione di Romagna. Nel 1559 la mwaz8pace di Cateau-Cambrésis configurò un nuovo assetto degli equilibri tra gli Stati italiani. I territori a sud del mwa0aPo furono suddivisi tra: mwa0eFarnese (duchi di mwa0iParma e mwa0mPiacenza), mwa0qEstensi (duchi di mwa0uFerrara, mwa0yModena e mwa0cReggio) e mwa0gStato Pontificio (Romagna). Fu un assetto stabile, che rimase immutato per circa tre secoli.

Nel 1796 i francesi di mwa0oNapoleone invasero la penisola. La Romagna fu suddivisa in due circoscrizioni: il Dipartimento del Pino (con capoluogo Ravenna) e Dipartimento del Rubicone (con capoluogo Forlì). La "capitale" della Romagna napoleonica fu mwa0sForlì. Napoleone significò anche sommi torti: nel 1800 Bonaparte chiuse l'mwa0wUniversità di Cesena (vecchia di cinque secoli) in parte per non dare concorrenti a Bologna e in parte per fare uno sgarbo a mwa00Pio VI, pontefice di origine cesenate irriducibile avversario del generale francese. La parabola di Napoleone ebbe termine nel 1814 con la sconfitta contro la coalizione delle potenze europee.

Nel 1815 il mwa08Congresso di Vienna ripristinò lo mwa1astatus quo ante. La Romagna ritornò nello Stato della Chiesa. Con una modifica: al posto di una Legazione unica furono create due Legazioni: una con capoluogo Forlì e una con capoluogo Ravenna. La prima metà dell'Ottocento fu scossa da frequenti ribellioni. La Romagna partecipò a tutti i principali moti che attraversarono il periodo: nel 1820-21, 1830-31 e nel 1848-49. L'esercito austriaco, che controllava militarmente i territori a sud del Po per conto del pontefice, represse le sommosse.

Nell'aprile del 1859 scoppiò la mwa1gseconda guerra d'indipendenza tra Regno di Sardegna e Impero austriaco. L'Austria, vedendo la sconfitta, richiamò in patria tutte le truppe impegnate all'estero. La Romagna fu quindi presa dall'esercito sabaudo. Fu avviata una riorganizzazione del territorio, che non aveva subito sostanziali modifiche dalla pace di Cateau-Cambrésis (1559). Per la Romagna le modifiche più importanti furono due: il passaggio del comprensorio di mwa1kLugo sotto Ravenna e il distacco di Imola, che fu aggregata a Bologna.

I mwa10plebisciti d'annessione al Regno di Sardegna dell'11 e 12 marzo del 1860 confermarono la situazione di fatto sancendo la fine del dominio pontificio in Romagna. Il 15 marzo, visti i risultati dei plebisciti, i territori vennero annessi definitivamente al Regno di Sardegna, che divenne, il 17 marzo 1861 mwa14Regno d'Italia. Sono noti i patrioti romagnoli, particolarmente forlivesi, dediti alla mwa18carboneria come mwa2aPiero Maroncelli e mwa2eAurelio Saffi, triumviro della mwa2iRepubblica Romana.

Nel 1923 dodici comuni del circondario di mwa2qRocca San Casciano, parte della cosiddetta mwa2uRomagna toscana, già della mwa2yprovincia di Firenze, passano alla mwa2cProvincia di Forlì-Cesena, tra i quali mwa2gVerghereto, dove si trovano le sorgenti del Tevere, a seguito di una decisione di Mussolini che fece spostare i confini regionali in modo da far rientrare nella sua regione natale le origini del "fiume sacro ai destini di Roma"cite-ref-autogenerato1-20-0[20]. mwa20Forlì e mwa24Predappio, in particolare, diventano importanti centri internazionali in quanto località di origine di mwa28Benito Mussolini. Numerose sono le testimonianze architettoniche e urbanistiche del periodo. Forlì, tra la fine dell'Ottocento e la fine della seconda guerra mondiale, era una delle prime città industriali d'Italia.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, anche la Romagna diede il suo contributo alla mwa3klotta di resistenza. In particolare, in provincia di Forlì nasce la prima repubblica partigiana, la mwa3oRepubblica del Corniolo. Nella primavera del 1944 i tedeschi avevano costruito una linea fortificata, denominata mwa3smwa3wLinea Gotica, che si estendeva da mwa30Rimini a mwa34La Spezia. La linea Gotica costituiva l'ultima forte linea difensiva tedesca prima della Pianura Padana. Il 25 agosto del 1944 scattò l'mwa38Operazione Olive, la prima città liberata fu mwa4aRimini (21 settembre), mentre l'ultima fu mwa4eFaenza (16 dicembre). Diversa invece la situazione di tutti i paesi a nord del mwa4iSenio, che vivono un altro inverno di occupazione nazifascista e dovranno attendere, assieme a mwa4mImola e mwa4qBologna, l'aprile del 1945 per tornare liberi.

La battaglia politica per il riconoscimento costituzionale della Romagna, che non si era affermato con il regno sabaudo, tornò all'ordine del giorno dopo il 2 giugno 1946, entrando nei lavori dell'Assemblea Costituente. A sostenere l'autonomia romagnola furono personaggi come mwa4yAldo Spallicci, mwa4cGiuseppe Fuschini, mwa4gEmilio Lussu.

Nel 1989 furono avviati gli insediamenti universitari di mwa4oForlì, mwa4sRimini, mwa4wRavenna e mwa40Cesena, con l'attivazione dei primi corsi di laurea decentrati dell'mwa44Ateneo di Bologna.

Nel 1992 il circondario di Rimini fu eretto a provincia: la città divenne il terzo capoluogo romagnolo.

Nel 2006 (il 17 e 18 dicembre) si svolsero i referendum di annessione alla regione mwa5eEmilia-Romagna di sette comuni dell'alta mwa5iValmarecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello), all'epoca inseriti nella provincia di Pesaro-Urbino. Tutte le consultazioni ebbero esito positivo. In attuazione dell'esito dei referendum i sette comuni passarono dalla provincia di Pesaro e Urbino, e quindi dalla regione mwa5mMarche, alla provincia di Rimini (legge 117 del 3 agosto 2009). Fu un fatto storico poiché per la prima volta una modifica territoriale tra due regioni avveniva in applicazione dell'art. 132 della Costituzionecite-ref-21[21].

Nel 2021 è avvenuto il passaggio alla provincia di Rimini dei comuni di mwa5kMontecopiolo e mwa5oSassofeltrio.cite-ref-22[22]

Politica

Suddivisione amministrativa

• mwa6m mwa6qItalia

• mwa6c mwa6kEmilia-Romagna

• mwa6w mwa64Bologna (7): mwa68Borgo Tossignano, mwa7aCasalfiumanese (esclusa la frazione di mwa7eSan Martino in Pedriolo, oltre il mwa7iSillaro), mwa7mCastel del Rio, mwa7qDozza, mwa7uFontanelice, mwa7yImola, mwa7cMordano
• mwa7k mwa7sForlì-Cesena (30): mwa7wBagno di Romagna, mwa70Bertinoro, mwa74Borghi, mwa78Castrocaro Terme e Terra del Sole, mwa8aCesena, mwa8eCesenatico, mwa8iCivitella di Romagna, mwa8mDovadola, mwa8qForlì, mwa8uForlimpopoli, mwa8yGaleata, mwa8cGambettola, mwa8gGatteo, mwa8kLongiano, mwa8oMeldola, mwa8sMercato Saraceno, mwa8wModigliana, mwa80Montiano, mwa84Portico e San Benedetto, mwa88Predappio, mwa9aPremilcuore, mwa9eRocca San Casciano, mwa9iRoncofreddo, mwa9mSan Mauro Pascoli, mwa9qSanta Sofia, mwa9uSarsina, mwa9ySavignano sul Rubicone, mwa9cSogliano al Rubicone, mwa9gTredozio, mwa9kVerghereto (esclusa la frazione di mwa9oBalze)
• mwa9w mwa94Ravenna (18): mwa98Alfonsine, mwa-aBagnacavallo, mwa-eBagnara di Romagna, mwa-iBrisighella, mwa-mCasola Valsenio, mwa-qCastel Bolognese, mwa-uCervia, mwa-yConselice, mwa-cCotignola, mwa-gFaenza, mwa-kFusignano, mwa-oLugo, mwa-sMassa Lombarda, mwa-wRavenna, mwa-0Riolo Terme, mwa-4Russi, mwa-8Sant'Agata sul Santerno, mwa-aSolarolo
• mwa-i mwa-qRimini (27): mwa-uBellaria-Igea Marina, mwa-yCasteldelci, mwa-cCattolica, mwa-gCoriano, mwa-kGemmano, mwa-oMaiolo, mwa-sMisano Adriatico, mwa-wMondaino (esclusa la parte del territorio comunale, largamente maggioritaria, che si estende sulla sinistra orografica del mwa-0Foglia), mwa-4Montecopiolocite-ref-disegno-di-legge-distacco-dei-comuni-di-montecopiolo-e-sassofeltrio-dalla-regione-marche-e-loro-aggregazione-alla-regione-emilia-romagna-nell-ambito-della-provincia-di-rimini-ai-sensi-dell-articolo-132-secondo-comma-della-costituzione-23-0[23]cite-ref-distacco-aggregazione-gazzetta-ufficiale-24-0[24] (tranne i pendii del mwbacMonte Carpegna e Monte Boaggine che ricadono nella valle del fiume mwbagFoglia), mwbakMontefiore Conca, mwbaoMontegridolfo, mwbasMontescudo-Monte Colombo, mwbawMorciano di Romagna, mwba0Novafeltria, mwba4Pennabilli, mwba8Poggio Torriana, mwbbaRiccione, mwbbeRimini, mwbbiSaludecio, mwbbmSan Clemente, mwbbqSan Giovanni in Marignano, mwbbuSan Leo, mwbbySant'Agata Feltria, mwbbcSantarcangelo di Romagna, mwbbgSassofeltriocite-ref-disegno-di-legge-distacco-dei-comuni-di-montecopiolo-e-sassofeltrio-dalla-regione-marche-e-loro-aggregazione-alla-regione-emilia-romagna-nell-ambito-della-provincia-di-rimini-ai-sensi-dell-articolo-132-secondo-comma-della-costituzione-23-1[23]cite-ref-distacco-aggregazione-gazzetta-ufficiale-24-1[24], mwbceTalamello, mwbciVerucchio
• mwbcq mwbcyFerrara (1): mwbccArgenta (parte)

• mwbck mwbcsMarche

• mwbc4 mwbdaPesaro e Urbino (11): mwbdeSassocorvaro Auditore (la vallata del Rio Ventena e l'exclave di mwbdiCastelnuovo), mwbdmCarpegna con le sommità del mwbdqMonte Carpegna e del mwbduSimoncello (riferendosi più largamente alle zone rientranti nel bacino del fiume mwbdyMarecchia)cite-ref-25[25], mwbdsGabicce Mare, mwbdwGradara, mwbd0Macerata Feltria (solo la piccola zona che rientra nella mwbd4Valconca), mwbd8Mercatino Conca, mwbeaMonte Cerignone (esclusa l'exclave di Valle di Teva), mwbeeMonte Grimano Terme, mwbeiPesaro (le frazioni mwbemCasteldimezzo, mwbeqColombarone e mwbeuFiorenzuola di Focara e più in generale le aree che rientrano nel bacino del torrente mwbeyTavollo), mwbecTavoleto (il territorio nelle Valli del torrente mwbegVentena e del rio mwbekVentena), mwbeoTavullia (il territorio che ricade nel bacino del Tavollo)cite-ref-treccani-1-3[1].

• mwbfa mwbfiToscana storicamente vengono considerate parte della Romagnacite-ref-treccani-1-4[1]cite-ref-rosetti1893-2-2[2]:

• mwbf0 mwbf8Firenze (3): mwbgaFirenzuola, mwbgeMarradi, mwbgiPalazzuolo sul Senio, mwbgmBorgo San Lorenzo (la frazione di Casaglia). Geograficamente sono considerate appartenenti alla Romagna anche: il monte Lavane (comune di mwbgqSan Godenzo)cite-ref-26[26] e le sorgenti del rio Campigno;
• mwbgo mwbgwArezzo (1): mwbg0Ca' Raffaello, exclave del comune di mwbg4Badia Tedalda.

• mwbha mwbheSan Marino

• mwbhqCastelli (9):

• mwbhcAcquaviva, mwbhgBorgo Maggiore, mwbhkChiesanuova, mwbhoDomagnano, mwbhsFaetano, mwbhwFiorentino, mwbh0Montegiardino, mwbh4mwbh8Città di San Marino, mwbiaSerravalle.

Nella letteratura

La Romagna nella Divina Commedia

Il primo poeta a parlare della Romagna fu mwbiqDante Alighieri. Esiliato da mwbiuFirenze visse gli ultimi anni a mwbiyRavenna, dove morì nel 1321; la città ne conserva tuttora le spoglie.

Nel poema, i romagnoli compaiono in grande quantità, secondi solamente ai toscani. La prima citazione appare nel V Canto dell'Inferno, dove mwbigFrancesca da Rimini descrive in pochi tratti il territorio romagnolo:

«

Siede la terra, dove nata fui,

su la marina dove 'l Po discende

per aver pace co' seguaci sui…

»

(Inferno, Canto V, 97-99)

Nell'mwbjaOttava bolgia dellmwbje'mwbjiInferno, dove sono condannati i consiglieri fraudolenti, Dante viene fermato da mwbjmGuido da Montefeltro (1223-1298), che gli chiede: mwbjqDimmi se Romagnuoli han pace o guerra. Il poeta gli risponde ricordando la Romagna con affetto e melanconia (vv. 37-39). Lo rassicura sul fatto che non ci sono focolai di guerra, poi fa un quadro aggiornato della situazione politica città per città:

• Ravenna (vv. 40-42) è sempre sotto i mwbjcDa Polenta, che hanno esteso il proprio dominio sulla vicina Cervia;
• Forlì (vv. 43-45), dopo il sanguinoso eccidio (mwbjkBattaglia di Forlì del 1282) dei francesi inviati dal Papa, per toglierla proprio a Guido, è ora sotto il dominio degli mwbjoOrdelaffi;
• Rimini (vv. 46-48), è governata dai mwbjwMalatesta, famiglia proveniente da Verucchio, che ha spodestato mwbj0Montagna dei Parcitati;
• Faenza e Imola (vv. 49-51), indicate dai loro fiumi (rispettivamente mwbj8Lamone e mwbkaSanterno), stanno sotto mwbkeMaghinardo Pagani, il cui emblema è un leone in campo bianco;
• Cesena (vv. 52-54), indicata dal mwbkmfiume Savio che la bagna, vive tra tirannia e libero comune.

«

Romagna tua non è, e non fu mai,

sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni;

ma 'n palese nessuna or vi lasciai.

Ravenna sta come stata è molt'anni:

l'aguglia da Polenta la si cova,

sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni.

La terra che fé già la lunga prova

e di Franceschi sanguinoso mucchio,

sotto le branche verdi si ritrova.

E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio,

che fecer di Montagna il mal governo,

là dove soglion fan d'i denti succhio.

Le città di Lamone e di Santerno

conduce il lïoncel dal nido bianco,

che muta parte da la state al verno.

E quella cu' il Savio bagna il fianco,

così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte,

tra tirannia si vive e stato franco.»

(Inferno, Canto XXVII, 37-54)

Il mwbkcPo di Primaro costituiva il limite settentrionale della regione, inclusi i suoi rami deltizi. Nel XIV canto del mwbkgPurgatorio, infatti, il sommo poeta scrive che la Romagna si estendeva:

«

tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno

.

»

(Purgatorio, Canto XIV)

Nello stesso canto Dante ricomprende esplicitamente il mwblaMontefeltro nella Romagna, allorché incontra Guido del Duca, bertinoresecite-ref-28[28], e Rinieri da Forlì e si lamenta con essi del degenerare delle nobili schiatte romagnole:

«

Ov’è 'l buon Lizio e Arrigo Mainardi?

Pier Traversaro e Guido di Carpigna?

Oh Romagnuoli tornati in bastardi!

»

(Purgatorio, Canto XIV)

Viene citata anche la cascata dell'mwblgAcquacheta, presso mwblkSan Benedetto in Alpe (FC), sempre nella mwbloDivina Commedia (mwblsInf. XVI, 94-102):

«Come quel fiume c'ha proprio cammino

prima dal Monte Viso 'nver' levante,
da la sinistra costa d'Apennino,
che si chiama Acquacheta suso, avante
che si divalli giù nel basso letto,
e a Forlì di quel nome è vacante,
rimbomba là sovra San Benedetto
de l'Alpe per cadere ad una scesa
ove dovea per mille esser recetto;
così, giù d'una ripa discoscesa,
trovammo risonar quell'acqua tinta,
sì che 'n poc'ora avria l'orecchia offesa.»

In un commento alla Divina Commedia il quattrocentesco Giovanni di Serravalle conferma l'inclusione del Montefeltro nella Romagna. Così commenta il passo in cui Dante fa cenno a mwbmaSan Leo: mwbmeIn Romandiola est unus mons qui dicitur Monsfeltri, super illum est una civitas quae vocatur Sancti Leonis.

La Romagna nella poesia

Giovanni Pascoli

In una celebre raccolta, mwbmymwbmcMyricae, mwbmgGiovanni Pascoli descrive la Romagna con versi che sono rimasti immortali:

«

Romagna solatia, dolce paese,

cui regnarono

Guidi

e

Malatesta

;

cui tenne pure

il Passator cortese

,

re della strada, re della foresta.

»

(Giovanni Pascoli, Romagna (a Severino), da Myricae.)

Monumenti e luoghi d'interesse

Tutti i principali centri abitati della Romagna hanno più di duemila anni. In Romagna esistono pertanto tesori inestimabili.

Architetture religiose

Monumenti paleocristiani di Ravenna

La città fu capitale dell'mwbnuImpero romano d'Occidente, del mwbnyRegno ostrogoto e dell'mwbncEsarcato bizantino d'Italia. Otto dei mwbngmonumenti paleocristiani di Ravenna risalenti a quest'epoca sono iscritti nel registro dei patrimoni dell'umanità:

• mwbnsMausoleo di Galla Placidia (prima metà del IV secolo, post 426)
• mwbn0Battistero Neoniano (430 circa, decorato verso il 458)
• mwbn8Cappella Arcivescovile (500 circa)
• mwboeBasilica di Sant'Apollinare Nuovo (inizio del VI secolo, con ridecorazione parziale nella seconda metà del VI secolo)
• mwbomMausoleo di Teodorico (520 circa)
• mwbouBattistero degli Ariani (prima metà del VI secolo)
• mwbocBasilica di San Vitale (prima metà del VI secolo)
• mwbokBasilica di Sant'Apollinare in Classe (consacrata nel 547)

Monumenti medievali e rinascimentali

Le chiese di rilievo costruite tra il VII e il XVI secolo sono:

• Pieve di San Giovanni Battista in Ottavo (mwbpiBrisighella), detta anche Pieve del Thò
• Pieve di Ronta (Cesena)
• mwbqcPieve di Polenta, (nel forlivese), la località è nota anche per essere stata l'origine dei mwbqgDa Polenta
• mwbq0Tempio malatestiano (mwbq4Rimini)

Architetture civili

Epoca romana

A mwbryRimini si possono osservare due monumenti di grandissimo interesse: il mwbrcPonte di Tiberio e l'mwbrgArco di Augusto. Costruiti tra I e II secolo e mai distrutti, hanno attraversato venti secoli di storia. L'Arco è il punto di partenza della mwbrkVia Flaminia; il Ponte di Tiberio svolge tuttora la sua funzione, inserito nel traffico quotidiano della città.

Da ammirare anche il mwbrsponte romano di Savignano sul Rubicone, a tre arcate. Un'altra città su cui i Romani hanno lasciato la loro impronta è mwbrwSarsina, patria di mwbr0Plauto, commediografo del III secolo a.C. La cittadina possiede un mwbr4museo archeologico nazionale e due monumenti funebri di primaria importanza, quello di Obulacco e quello di Rufo. Nel XXI secolo è venuta alla luce a Rimini la mwbr8Domus del chirurgo ricca di pavimenti a mosaici e di una inestimabile collezione di strumenti per la chirurgia e la farmacologia dell'epoca tardo imperiale, ricca di messaggi di ringraziamento per il medico, scritti sui muri dai pazienti ricoverati.

Medioevo

Tra il X e l'XI secolo costruito a Cesena il Ponte Franco o mwbscPonte di san Martino, dietro l'omonima mwbsgporta muraria.

Una delle più importanti testimonianze di architettura civile nel mwbsoMedioevo è sicuramente la mwbssBiblioteca Malatestiana di mwbswCesena. Costruita nel XV secolo, in pieno mwbs0Umanesimo, è stata la prima biblioteca aperta al pubblico d'Europa. Dal 2005 è iscritta nel mwbs4Registro della Memoria del Mondo mwbs8UNESCOcite-ref-29[29].

Teatri

Durante il dominio dello mwbtcStato Pontificio la Romagna si riempie di mwbtgteatri: se ne costruiscono in ogni centro abitato.

Elenco in ordine cronologico per anno di costruzione dei teatri pubblici in Romagna:

• 1723: Mariani di mwbuqSant'Agata Feltria
• 1758: mwbuyRossini di mwbucLugo
• 1776: Comunale di mwbukForlì (distrutto nel 1944)
• 1780: mwbusMasini di mwbuwFaenza
• 1810: mwbu4Stignani di mwbu8Imola
• 1829: mwbvePedrini di mwbviBrisighella
• 1837: mwbvqDragoni di mwbvuMeldola
• 1840: mwbvcGoldoni di mwbvgBagnacavallo
• 1846: mwbvoBonci di mwbvsCesena
• 1852: mwbv0Alighieri di mwbv4Ravenna
• 1857: mwbwaGalli di mwbweRimini
• 1860: mwbwmComunale di mwbwqCervia
• 1870: Petrella di mwbwyLongiano
• 1881: mwbwgVerdi di mwbwkForlimpopoli
• 1887: Comunale di mwbwsRussi

I teatri di Bagnacavallo, Brisighella e Cervia entreranno in funzione verso la fine dell'Ottocento.

Architettura neoclassica

Nel 1733 a mwbw8Cesena si iniziò a costruire un nuovo ponte sul fiume mwbxaSavio. Il precedente, eretto dai Malatesta, era stato distrutto dall'ennesima piena il Ponte di San Clemente (dal nome del committente). Oggi è conosciuto come mwbxePonte Vecchio.
Tra il Settecento e l'Ottocento mwbxmFaenza divenne un importante centro del mwbxqneoclassicismo a livello europeo. Molti palazzi nel centro storico, che ne caratterizzano l'urbanistica, sono una chiara testimonianza dell'epoca. L'esempio più rappresentativo, sia a livello architettonico sia artistico, della realtà faentina è mwbxuPalazzo Milzetti, oggi Museo nazionale dell'età neoclassica in Romagna.

Architettura futurista

Un esempio di architettura futurista in Romagna è la mwbxkcolonia estiva «Le Navi» di mwbxoCattolica. Progettato da mwbxsClemente Busiri Vici, il complesso fu inaugurato il 28 giugno 1934.

Architettura fascista

Essendo mwbx8Benito Mussolini forlivese di origine le città romagnole sono state interessate da numerosi lavori in epoca fascista. L'arte del mwbyaVentennio è stata rivalutata ed è considerata all'interno delle correnti moderniste del primo Novecento. Esempi di architettura fascista in Romagna sono:

• Complesso termale (mwbygCastrocaro Terme)
• Palazzo del fascio e il viale principale (mwbyoPredappio)
• Ponte littorio di fronte alla scuola marittima Luigi Rizzo, poco distante la scuola elementare «Decio Raggi» (mwbywRimini)
• "Palazzo del Fascio" fra la Via Emilia e la Via XX Settembre (mwby4Imola)

Architetture militari

Rocca Malatestiana (Cesena)
Forte di San Leo (San Leo)
Castel Sismondo (Rimini)
Rocca Manfrediana (Brisighella)
Rocca Sforzesca (Imola)
Torre di Oriolo (Faenza)
• Torre del Marino (Brisighella)
• Rocca Vescovile (Bertinoro)
Castello Malatestiano (Longiano)
• Castello di Teodorano (Meldola)
Rocca delle Caminate (Meldola)
• Castello del Capitano delle Artiglierie (Castrocaro Terme e Terra del Sole)
Castello di Cusercoli (Civitella)
• Rocca Malatestiana (Montefiore Conca)
Castello di Montebello (Poggio Torriana)
Rocca Fregoso (Sant'Agata Feltria)
Rocca Malatestiana (Verucchio)
• Castello Malatestiano (Santarcangelo di Romagna)
• Castello Malatestiano (Coriano)
• Rocca Sforzesca di Dozza

Siti archeologici

• mwbzgColle Garampo (Cesena)
• mwbzoCivitas Classis (Classe di Ravenna)
• mwbzwMevaniola (nei pressi di Galeata)
• mwbz4Domus dei tappeti di pietra (Ravenna)
• mwbaaDomus del Triclinio (Ravenna)
• mwbaqDomus del chirurgo (Rimini)
• mwbagVilla Romana di Colombarone (mwbaksito web (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2019).) (nelle vicinanze di mwbaoGabicce Mare)

Aree naturali

Un'accorta politica di protezione ambientale ha portato, nella seconda metà del mwbbuXX secolo alla creazione di numerosi parchi e aree protette:

Parchi


Riserve Naturali

• EUAP0076 mwbccRiserva naturale Badia Prataglia (condivisa con la Toscana)
• EUAP0257 Riserva naturale orientata Bosco di Scardavilla (mwbc0Meldola, mwbc4FC)
• EUAP0061 mwbdgRiserva naturale Bosco della Mesola (Mesola, FE)
• EUAP0067 mwbdwRiserva naturale Foce Fiume Reno (Ravenna)
• EUAP0069 mwbd4Riserva naturale Pineta di Ravenna (Ravenna)
• EUAP0074 mwbeaRiserva naturale Salina di Cervia (Cervia)
• EUAP0264 mwbeiRiserva naturale speciale di Alfonsine (Alfonsine, RA)
• EUAP0261 mwbeqRiserva naturale orientata di Onferno (mwbeuGemmano, mwbeyRN)

Società

Comuni più popolosi

| | Comune | Popolazione (31-12-2024) | Provincia | Superficie (km²) |
|---|---|---|---|---|
| 1º | Ravenna | 156 444 | Ravenna | 653,82 |
| 2º | Rimini | 150 630 | Rimini | 135,71 |
| 3º | Forlì | 117 609 | Forlì-Cesena | 228,2 |
| 4º | Cesena | 95 887 | Forlì-Cesena | 249,47 |
| 5º | Imola | 69 350 | Bologna | 205,02 |
| 6º | Faenza | 58 800 | Ravenna | 215,76 |
| 7º | Riccione | 34 384 | Rimini | 17,5 |
| 8º | Lugo | 32 152 | Ravenna | 117,06 |
| 9º | Cervia | 28 958 | Ravenna | 82,27 |
| 10º | Cesenatico | 26 005 | Forlì-Cesena | 45,16 |

Etnie e minoranze straniere

• Provincia di Ravenna: circa 47.349 stranieri residenti, pari al 12,23mwbpq % della popolazione provinciale. cite-ref-provravenna2024-30-0[30]
• Provincia di Forlì-Cesena: circa 44.561 stranieri, pari al 11,34mwbpo % della popolazione provinciale. cite-ref-provforlicesena2024-31-0[31]
• Provincia di Rimini: circa 37.503 stranieri, pari al 11,04mwbqa % della popolazione provinciale. cite-ref-provrimini2024-32-0[32]
• Comune di Imola: 7.245 stranieri, pari al 10,4mwbqy % della popolazione residente. cite-ref-imola2024-33-0[33]

Le nazionalità straniere più numerose nell’area Romagna includono (in ordine di grandezza):

• Romania
• Marocco
• Albania

Lingue e dialetti

La lingua regionale è il mwbrgromagnolo, incluso nella famiglia delle mwbrklingue gallo-italiche. Oltre alla mwbrolingua italiana in Romagna non sono ufficialmente riconosciute altre lingue.

Il romagnolo è caratterizzato da un forte rilievo delle mwbrwconsonanti nelle parole e da una notevole moltiplicazione dei fonemi vocalici rispetto all'italiano, che ne ha solo sette. Come per altri idiomi, pur mantenendo una base comune, esistono varie forme di questa lingua, ognuna con caratteristiche proprie. Per esempio "vino" è detto "vèn" a mwbr0Ravenna e "bé" (stesso significato anche di "bere": il vino è il bere per eccellenza) a mwbr4Forlì.

La lingua romagnola è una lingua neolatina, distinta dal toscano e, conseguentemente, dall'italiano; per tale ragione va riconosciuta pari dignità con quest'ultima. mwbsaToscano e romagnolo sono lingue contemporaneecite-ref-34[34].

Religione

Il territorio romagnolo è diviso in sette diocesi della mwbscChiesa cattolica: mwbsgRavenna-Cervia, mwbskRimini e mwbsoSan Marino-Montefeltro, mwbssCesena-Sarsina, mwbswForlì-Bertinoro, mwbs0Faenza-Modigliana e mwbs4Imola. Le diocesi romagnole (tranne quella di Rimini e Montefeltro) hanno promosso un mwbs8Istituto superiore di scienze religiose. L'istituto, denominato «I.S.S.R. "Sant'Apollinare"», ha sede a mwbtaForlì, nel seminario diocesano.

Il mwbticristianesimo si è diffuso in Romagna da mwbtmClasse. A Classe, infatti, era di stanza una flotta militare romana, con molti soldati provenienti dal mwbtqVicino Oriente, la zona di diffusione originaria della religione cristiana. Secondo gli studiosi, la nuova religione arrivò anche attraverso l'mwbtuUmbriacite-ref-35[35]. Alcuni dei santi venerati in Umbria nei primi tempi del Cristianesimo sono venerati anche in Romagna: mwbtoSant'Eustachio, mwbtsSan Valentino e mwbtwSan Savino.

Istituzioni, enti e associazioni

Nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini operano diverse istituzioni pubbliche e strutture sanitarie:

• AUSL Romagna. Azienda socio-sanitaria regionale che serve circa 1.125.000 abitanti nei 75 comuni delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; è responsabile dei livelli essenziali di assistenza nell’ambito territoriale della Romagna. cite-ref-auslchisiamo-36-0[36]

• Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Istituto del Ministero della Cultura che cura la tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico del territorio, con sede a Ravenna. Include archivi storici, archivi fotografici, attività di tutela e restauro. cite-ref-soprintendenzaraprov-37-0[37]

• IRST “Dino Amadori” (IRCCS). Istituto di ricerca e cura di rilevanza nazionale nel campo mwbu0oncologico, parte integrante del sistema sanitario romagnolo. Ha sede a mwbu4Meldolacite-ref-irstmeldola-38-0[38].

Tradizioni e folclore

Canto popolare

La prima raccolta a stampa che comprende anche alcuni canti popolari romagnoli si deve al lavoro di mwbvgMichele Placucci, a sua volta debitore del lavoro di raccolta di Basilio Amati, di mwbvkMercato Saraceno (inchiesta napoleonica del 1811). Placucci, nel suo "Usi, e pregiudizj de' contadini della Romagna" (Forlì, Tipografia Barbiani, 1818), raccoglie molti canti legati al ciclo della vita umana, dell'anno e del lavoro. Nel 1894 esce a Forlì il mwbvoSaggio di canti popolari romagnoli raccolti e annotati, Forlì, Luigi Bordandini Tipografo-Editore, a cura di Benedetto Pergoli, all'epoca direttore della biblioteca comunale. Si tratta della più importante opera dell'Ottocento riguardante canti popolari romagnoli ed è la prima che contiene anche trascrizioni su mwbvwpentagramma, a cura di Alberto Pedrelli. Scopo dell'opera era raccogliere testi e musiche di, tra l'altro, "cañti" (canzoni romanzesche, storiche, domestiche), canti narrativi, stornelli, mwbv0stornelle, canti a la stesa, ninne nanne, eccetera. Un repertorio che, fino ad allora era stato tramandato solo oralmente.

Danza popolare in Romagna

Nelle valli romagnole, prima dell'avvento del mwbwaballo liscio, che ha reso celebre la Romagna a livello nazionale e internazionale, esisteva una forma di ballo conosciuto come mwbweBal spécc, appartenente alla categoria dei mwbwiballi staccati. La danza, prima dell'enorme successo che ha avuto il ballo di coppia, era una pratica sociale rituale, che non prevedeva un contatto corporeo all'interno della coppia. Anche il concetto stesso di "coppia fissa" non esisteva nel mwbwmBal spécc: le ricerche etnomusicologiche effettuate negli anni settanta e ottanta del XX secolo hanno dimostrato che la maggior parte delle danze romagnole era legata a una mwbwqcoreografia precisa, sovente in cerchio, con cambio di partner. Ciò era funzionale al fatto che ogni cavaliere avrebbe interagito con ogni dama del cerchio, senza che il corteggiamento di una dama in particolare assumesse particolare evidenza.

Si possono classificare le danze di tradizione praticate in Romagna secondo un criterio geografico o un criterio tipologico:

• Criterio geografico. I balli cui si fa riferimento variavano, come le cadenze dialettali, nel giro di pochi chilometri poiché le comunità erano chiuse e i mezzi di comunicazione erano relativamente lenti. Per tale ragione, oggi la denominazione di un ballo è sempre seguita dall'indicazione della località dove è stato riscoperto.
• Dal punto di vista tipologico, la danza più praticata in Romagna era il mwbwksaltarello, denominato in certe zone "balinsia" o "russiano", seguito in ordine quantitativo dalle mwbwomanfrine, dai mwbwstresconi, dalle mwbwwquadriglie e da forme più rare come mwbw0furlana e mwbw4bergamasco. Va rilevata anche la diffusione, tra i ceti sociali meno abbienti, di forme popolari di mwbw8balli da sala ottocenteschi: a mwbxaTredozio troviamo una "marsigliesa", derivata dalla mwbxeVarsovienne, mentre a mwbxiGaleata, mwbxmPremilcuore, mwbxqPalazzuolo, mwbxuCastel del Rio (e nella frazione Valmaggiore) troviamo le "sòtis", tutte forme localizzate derivate dalle mwbxymwbxcscottish diffuse in tutta mwbxgEuropa. È singolare il fatto che la mwbxkscottish venisse ballata in Europa nell'Ottocento esattamente come mwbxovalzer, mwbxspolka e mwbxwmazurca. Di questi quattro balli solo gli ultimi tre entrarono nel novero del "liscio" mentre la mwbx0scottish non venne più praticata nelle sale e sopravvisse solo in campagna o nelle vallate montane.

Orchestre di musica da ballo

«Romagna mia, Romagna in fiore, tu sei la stella, tu sei l'amore.»

(dal valzer Romagna mia di Secondo Casadei)

Il capostipite della musica da ballo romagnola è il savignanese mwbycCarlo Brighi (1853-1915), detto mwbygZaclén. Brighi, violinista e compositore, è considerato il creatore del mwbykliscio. Negli anni dieci fondò la prima balera a mwbyoBellaria. Negli anni venti il mwbysballo liscio si diffuse in tutta la Romagna. Dal 1928 il violinista mwbywSecondo Casadei (1906-1971) proseguì l'opera di Zaclén, apportando alla musica folkloristica romagnola molte novità, e divulgando con grande passione e tenacia il liscio in tutta la penisola con la sua orchestra. Casadei partecipò ai più importanti festival musicali del suo tempo, compreso il "mwby0Festivalbar". Solo l'improvvisa morte impedì la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Casadei rimane il più importante musicista romagnolo di tutti i tempi.

Il suo maggior successo nazionale porta la data del 1954, quando incise mwby8mwbzaRomagna mia. La canzone divenne ben presto l'inno nazionale di Romagna, ma anche un successo mondiale: è la quarta canzone italiana più cantata nel mondocite-ref-39[39]. Le composizioni più note di Casadei in romagnolo sono mwbzuUn bès in bicicleta (Un bacio in bicicletta), mwbzyBalè, burdèli! (Ballate, ragazze!), mwbzcBurdèla avèra (Ragazza avara). Al fianco di Casadei suonò per quindici anni mwbzgCarlo Baiardi (1915-1997), uno dei maggiori mwbzksassofonisti di liscio romagnolo, insieme a Primo Lucchi e Ivano Nicolucci.

Un'altra orchestra romagnola tra le più note è quella fondata da mwbzsRoberto Giraldi (mwbzwfisarmonicista, in arte mwbz0Castellina) e Giovanni Pasi (sassofonista): l'mwbz4Orchestra Castellina-Pasi. Nata alla metà degli anni sessanta, ha conseguito tre volte il mwbz8disco d'oro mwb0aRCA per le vendite.

Ballerini romagnoli

Nati spontaneamente in tutte le città romagnole, propongono il repertorio del liscio e si esibiscono nelle piazze, specialmente in occasione di feste e sagre. Mentre i canterini romagnoli vestono i costumi tradizionali, l'abbigliamento dei ballerini è quello moderno da esibizione. Come i canterini romagnoli, non sono professionisti, ma grandi appassionati del genere.
Il primo gruppo spettacolo di ballo romagnolo fu il «Gruppo canterini e danzerini romagnoli "Turibio Baruzzi"» di mwb0qImolacite-ref-40[40], che negli anni cinquanta aggiunse un corpo di ballo al coro di canterini. Fu seguito nel decennio successivo dal «Gruppo folkloristico balli tipici romagnoli» di mwb0kForlìcite-ref-41[41].
Dagli anni settanta i gruppi di ballerini romagnoli sono organizzati dalle scuole di ballo. Da allora la fascia di età delle coppie che si esibiscono si è ampliata e va dai 6 anni in su.

Archibugeria

Un'antica tradizione romagnola è l'archibugeria, ovvero la costruzione artigianale di armi e macchine da guerra. L'officina storica romagnola è una delle due sole fucine esistenti in tutt'Italia. Gli artigiani armaioli conservano questa antica tradizione.

Simboli

La Caveja

La mwb1wCaveja è considerata per eccellenza il simbolo della Romagna; questa parola mwb10romagnola proviene dalla tradizione contadina, e indica un'asta di mwb14acciaio saldata a un apice (pagella) decorata con "anelli musicali" e immagini simboliche. I mwb18simboli più diffusi, inseriti fra elementi decorativi, erano quelli del mwb2agallo, della mwb2emezzaluna, del mwb2iSole, dell'mwb2maquila e alcuni simboli mwb2qcristiani, tra cui la mwb2ucroce e la mwb2ycolomba.

La Caveja serviva a bloccare il giogo, trainato dai mwb2gbuoi, al timone dell'mwb2karatro o del carro, per evitare che il timone slittasse in caso di rallentamento improvviso. Il disegno nella parte superiore della caveja rappresentava il casato o la famiglia del proprietario terriero. Il numero degli anelli era proporzionale all'importanza della famiglia.

Stemma attribuito

Nel 1682 l'erudito veneziano mwb2wGiulio Cesare da Beatiano descrisse, nella sua opera mwb20Il Mercurio araldico, due stemmi apocrifi dell'Emilia e della Romagna. Quello attribuito alla Romagna rappresentava uno scudo antico di mwb24Francia (ossia azzurro con gigli d'oro), differenziato da una mwb28banda di mwb3avaio (il vaio è una figura araldica con un disegno a piccole code bianche e azzurre, che simula il motivo di una pelliccia molto diffusa nel medioevo). Il Beatiano attribuiva questo stemma ad età prearaldica, ed esattamente ad un dono di mwb3eCarlo Magno alla regione, dopo la vittoria sui mwb3iLongobardi.cite-ref-42[42]cite-ref-43[43]

Infine lo stemma fu ripreso, assieme a quello attribuito all'mwb3wEmilia, dalla mwb30Provincia di Ravenna nel 1898, dove rappresentò la provincia ai due congressi di Torino (1898) e di Napoli (1905).cite-ref-44[44]

Bandiere proposte

Non essendo un'entità amministrativa ufficiale, la Romagna non ha formalmente una bandiera propria. Vari disegni sono stati comunque proposti e tuttora commercializzati e utilizzati in via non ufficiale a rappresentanza della sua identità culturale.

Al netto delle varianti, gli elementi ricorrenti sono il bicolore oro-rosso (o arancio) e la Caveja. Gli autori delle proposte restano sconosciuti, eccetto la bandiera disegnata dall'artista mwb5iEttore Nadiani negli anni '80 e donata al Movimento per l'Autonomia della Romagna fondato da mwb5mStefano Servadei, ufficialmente divenuta simbolo del Movimento in data 9 marzo 1991cite-ref-45[45] e, a seguito di diffusione spontanea nel corso degli anni 1990 e 2000, da alcuni riconosciuta come la bandiera della Romagna.

Cultura

Istruzione

Biblioteche

Ricerca

Scuole secondarie di secondo grado

In Romagna sono presenti numerose scuole secondarie di secondo grado, distribuite nei comuni più popolosi.

• mwb8yRimini

1. Liceo Scientifico "Albert Einstein"
2. Liceo Scientifico e Artistico "Alessandro Serpieri"
3. Liceo Classico - Linguistico - Scienze Umane - Economico Sociale "G. Cesare - M. Valgimigli"
5. ITTS "O. Belluzzi - L. da Vinci" (Uniti nel 2013, precedentemente ITG Belluzzi e ITIS Da Vinci)
6. ITT "Marco Polo"
7. IPSSC "Luigi Einaudi"
8. IPSSAR "Sigismondo Pandolfo Malatesta"
9. IPSIA "Leon Battista Alberti"

• mwb9qRiccione

1. IPSSEOA Alberghiero S. Savioli
2. Liceo Scientifico e Artistico "Alessandro Volta - Federico Fellini"

• mwb9oForlì

1. Istituto Professionale "Ruffilli"
2. Istituto Tecnico "Saffi Alberti"
5. ITC "C. Matteucci"
6. ITI "G. Marconi"
7. ITAer "F. Baracca"
8. Istituto Statale d'Arte

• mwb-gCesena

1. Liceo Linguistico statale "Ilaria Alpi"
2. Liceo Ginnasio statale "Vincenzo Monti"
3. Liceo Scientifico statale "Augusto Righi"
4. Istituto tecnico per Geometri statale "Leonardo Da Vinci"
5. Istituto tecnico tecnologico statale "Blaise Pascal" (accorpato dall'a.s. 2017/18 all'I.P.S.I.A. "U. Comandini")
6. Istituto tecnico commerciale statale "Renato Serra"
7. Istituto tecnico agrario statale "Giuseppe Garibaldi"
8. Istituto Professionale di Stato "Versari Macrelli"

• Istituto professionale per i servizi sociali statale "Iris Versari" (accorpato nel 2012 all'Istituto "C. Macrelli")
• Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici "Cino Macrelli" (accorpato nel 2012 all'Istituto "I. Versari")

9. Istituto professionale per l'industria e l'artigianato "Ubaldo Comandini" (accorpato dall'a.s. 2017/18 all'I.T.T.S. "B. Pascal")

• mwb-gRavenna

1. Liceo classico "Dante Alighieri"
3. Istituto Tecnico Commerciale Ginanni
4. Istituto Tecnico per geometri "Morigia"
5. Istituto Tecnico Agrario "Perdisa"
6. Istituto Tecnico Industriale "Nullo Baldini"
8. Istituto statale professionale "Olivetti – Callegari"

• mwcayCervia

1. IPSSEOA Alberghiero T. Guerra

• mwcasFaenza

2. Istituto Tecnico e Professionale statale "Luigi Bucci"
3. Istituto Tecnico statale "Alfredo Oriani"
4. Istituto Professionale statale "Persolino-Strocchi"
5. Liceo paritariomwcbm "S. Umiltà"
6. Istituto Professionale paritario "Ugo Foscolo"

• mwcbcImola

1. IIS "Francesco Alberghetti" ITIS-IPIA-Liceo Tecnologico
2. IIS "Paolini-Cassiano" Ragioneria-Geometri-Servizi: Commerciali, Turistici, Socio-Sanitari
3. ITAC "Scarabelli-Ghini" Tecnico Agrario e Prof.le Chimico
4. IIS "Rambaldi-Valeriani" Indirizzo Classico, Scientifico, Scienze Umane e Linguistico

• mwcb8Lugo

1. Istituto Tecnico "Sacro Cuore" - AFM - Relazioni internazionali per il marketing
2. Istituto Tecnico Commerciale e per geometri Statale "G. Compagnoni"
3. Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali Turistici e Sociali "E. Stoppa"
4. Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato (I.P.S.I.A.) "E. Manfredi"
5. Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato con annessa sezione ITIS
6. Liceo Scientifico Statale "G. Ricci Curbastro" con sezione annessa Liceo Ginnasio "F. Trisi" e "L. Graziani"


1. Liceo Scientifico "Marie Curie"
2. Istituto Tecnico Tecnologico Meccanica e Meccatronica "Marie Curie"
3. Istituto Professionale Industria Artigianato Calzaturiero Abbigliamento "Marie Curie"

Università

In Romagna non sono presenti università proprie, anche se in passato mwcdqCesena ebbe la sua mwcduuniversità.

L'mwcdcUniversità degli Studi della Repubblica di San Marino è stata istituita nel 1985 e ha sede in Contrada Omerelli, 20 a mwcdgCittà di San Marino.

Nel 1989 l'mwcdoUniversità degli Studi di Bologna decide di decentrare in Romagna alcuni corsi di laurea. Nel 2001 nascono i Poli scientifici didattici di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini e sono presenti anche delle sedi distaccate a mwcdsCesenatico, Faenza e Imola.

Cesena

1. Architettura
2. Ingegneria
3. Psicologia
4. Agraria
5. Scienze matematiche, fisiche e naturali
6. Medicina


1. Scienze politiche
2. Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori
3. Ingegneria
4. Economia
5. Sociologia


1. Conservazione dei beni culturali
2. Giurisprudenza
3. Scienze matematiche, fisiche e naturali
4. Ingegneria
5. Chimica industriale
6. Medicina e chirurgia

Rimini

1. Economia
2. Scienze statistiche
3. Farmacia
4. Lettere e filosofia
5. Chimica industriale
6. Scienze motorie
7. Medicina e chirurgia
8. Scienze della formazione

Faenza

1. Chimica Industriale
2. Agraria
3. Medicina e Chirurgia

Imola

1. Agraria-Verde Ornamentale e tutela del paesaggio

Musei

Provincia di Bologna Museo di San Domenico e pinacoteca Museo diocesano Pio IX Collezioni d'armi e di ceramiche della Rocca Sforzesca; Palazzo Tozzoni Collezione Benito Battilani (moto d'epoca e storiche) Museo Checco Costa Museo della Cooperativa Ceramica d'Imola «G. Bucci»

Imola



Cesena

Forlì

Provincia di Ravenna Museo Civico Luigi Varoli MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche Museo Nazionale dell'Età Neoclassica in Romagna - Palazzo Milzetti Museo all'aperto di arte contemporanea Museo Carlo Zauli Museo Civico di Scienze Naturali "Malmerendi" Museo Diocesano Museo e Osservatorio Sismologico Comunale "R. Bendandi" Museo Torricelliano Pinacoteca comunale Esposizione archeologica di Palazzo Mazzolani Museo del Risorgimento e dell'età contemporanea Museo Settore Territorio Museo Tramonti Museo Bottega Gatti Museo dell'Ospedale e Chiesa di San Giovanni di Dio Romagna Air Finders Museo Francesco Baracca Pescherie Della Rocca Museo della Frutticoltura "A. Bonvicini" Chiesa di San Romualdo (Ravenna) Cripta Rasponi e i Giardini Pensili del Palazzo della Provincia Domus dei tappeti di pietra Museo arcivescovile di Ravenna Museo d'arte della città di Ravenna Museo Dantesco Museo del Risorgimento Museo "La casa delle marionette" Museo nazionale di Ravenna Piccolo Museo di Bambole e altri Balocchi Tomba di Dante Tutta l'avventura del mosaico Ecomuseo delle Erbe Palustri


Faenza


Lugo


Ravenna


Provincia di Rimini La Storia Del Sic Museo del calcolo Mateureka Museo diocesano del Montefeltro "A. Bergamaschi" Museo naturalistico di Pennabilli Ala Nuova - Museo della Città Fellini Museum Museo Degli Sguardi Museo del Santuario Museo dell'aviazione di Rimini Museo della città di Rimini Museo della piccola pesca E'Scaion Museo Nazionale del Motociclo Palazzo Lettimi Tesoro della Cattedrale MUSAS Museo Storico Archeologico di Santarcangelo Museo del Bottone Museo Voci dal Mondo - Mostra Onde invisibili Nel Mondo Di Tonino Guerra Museo civico archeologico di Verucchio

Coriano


Rimini



Mezzi di comunicazione

Stampa

mwceuQuotidiani

In Romagna vengono stampati due mwcecquotidiani:

• mwceomwcesIl Resto del Carlino, nato nel 1885, quotidiano tra i più diffusi in mwcewEmilia-Romagna, è presente sul territorio con le redazioni di mwce0Forlì (1950), mwce4Ravenna (1950), Rimini (1957), Cesena (1972), mwce8Imola (1983).
• Il mwcfemwcfiCorriere Romagna, fondato nel 1994 a mwcfmRimini, è un quotidiano locale, diffuso nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, nel mwcfqcircondario di Imola e anche a mwcfuSan Marino.

* ''[[La Voce di Romagna]]'', fondato nel 1998 a [[Rimini]], esce con distinte edizioni nelle città principali della Romagna. La sede principale è a Rimini, le altre redazioni sono a [[Cesena]], Forlì, Ravenna, [[Faenza]]-[[Lugo (Italia)|Lugo]]-Imola.

mwcfcPeriodici diocesani

In Romagna vengono stampati i periodici diocesani:

• mwcfsIl Piccolo fondato a mwcfwFaenza nel 1899
• mwcf4Il Nuovo Diario-Messaggero fondato a mwcf8Imola nel 1900
• mwcgeRisveglio duemila fondato a mwcgiRavenna nel 1902
• mwcgqCorriere Cesenate fondato a mwcguCesena nel 1911
• mwcgcIl Momento fondato a mwcggForlì nel 1919
• mwcgoMontefeltro fondato a mwcgsPennabilli nel 1995
• mwcg0Il Ponte fondato a mwcg4Rimini

Riviste culturali

Le riviste storico-culturali romagnole più note sono:

1. mwchmLa piêla-pi, bimestrale "di illustrazione romagnola" fondato a mwchqForlì nel 1920cite-ref-47[47] da mwchkAldo Spallicci, mwchoFrancesco Balilla Pratella e mwchsAntonio Beltramellicite-ref-48[48]. Nel 2004 è stata rilevata dalla casa editrice imolese «La Mandragora», che ha trasferito la sede a mwciaImola. Diretta da Antonio Castronovo, ha continuato le pubblicazioni proponendo articoli su personaggi e autori romagnoli, recensioni ed eventi culturali, fino alla chiusura avvenuta nel dicembre del 2018.
2. mwciiStudi romagnolistudi-romagnoli, nata nel 1950 dall'omonima società, è la più nota rivista di studi storici del territorio. Il periodico, a tiratura annuale, pubblica gli atti dei convegni della Società, insieme ad altri studi su fatti, personaggi e opere romagnoli.
3. mwciqQuaderni del Cardelloquaderni-del-cardello (dal nome della storica residenza di mwciuAlfredo Oriani) è una rivista annuale di studi e ricerche. È stata fondata nel 1990 da Luigia Pifferi Oriani, per continuare a onorare la memoria dell'insigne studioso. Pubblica studi in ambito culturale, storico, politico nonché saggi sulla lingua e le tradizioni romagnole.
4. mwcicRomagna arte e storiaromagna-arte-e-storia, quadrimestrale di cultura, nato a mwcigRimini nel 1981 per iniziativa di Claudio Riva, Bruno Ballerin, Dante Bolognesi, Giordano Conti, Ferruccio Farina e Pier Giorgio Pasini. La rivista si occupa dei protagonisti dell'arte e della storia romagnola. Diversi numeri hanno carattere monografico.
5. mwcioLa Ludlala-ludla (in romagnolo «La favilla») è il periodico ufficiale dell'mwcisIstituto Friedrich Schürr. Nata nel 1997, affronta temi inerenti alla lingua e alla poesia romagnola, pubblicando scritti di autori contemporanei.
6. mwci0Confiniil-ponte-vecchio, rivista quadrimestrale di arte, letteratura, storia e cultura della Romagna contemporanea. Nata nel 1999 a Cesena, è diretta da Davide Argnani, Paolo Turroni e Marzio Casalinicite-ref-49[49]
7. mwcjmLa Parolamwcjq, rivista di cultura e di politica culturale. Nata nel 1991 a Cesena.
8. mwcjyE Zoche-zoch, bimestrale di storia e cultura romagnola. La rivista, fondata a Imola nel 2002, pubblica saggi e articoli su fatti, personaggi (andando a riscoprire anche episodi meno conosciuti) e racconti inediti di autori romagnoli. Le foto sono rigorosamente in bianco e nero.
9. mwcjgALI, rivista nazionale di arte, letterature e idee.
10. mwcjoIl lettore di provinciail-lettore-di-provincia, semestrale di testi, ricerca e critica della Longo editore di mwcjsRavenna. Fondata nel 1970 e diretta da Domenico Berardi, la rivista propone studi e saggi sulla letteratura, sia romagnola che nazionale, e altre arti.

Cinema

Radio

Numerose emittenti radiofoniche a copertura locale e non si trovano nel territorio romagnolo fra cui:

• Radio Studio Delta (mwckiCesena)
• Radio Centrale (mwckqCesena)
• Radio Gamma (mwckySavignano sul Rubicone)
• Radio Icaro Rubicone (mwckgSavignano sul Rubicone)
• Radio Icaro (mwckoRimini)
• Radio Sabbia (mwckwRiccione)
• Radio Riviera Dolcissima (mwck4Misano Adriatico)
• Radio R.C.B. (mwclaFaenza)
• Radio Studio+ (mwcliRiccione)

Televisione

A mwcluCesena sorgono i principali studi di produzione di Teleromagna, una delle prime emittenti private sorte in mwclyItalia. L'azienda televisiva è nata nel 1974; nel 2004 è stata rilevata dal mwclcGruppo Pubblisole e nel dicembre del 2010, con l'arrivo del mwclgdigitale terrestre, Teleromagna ha ampliato la sua offerta con il lancio di cinque canali tematicicite-ref-50[50]. Ha sede nel comparto produttivo "Ex Arrigoni", alle porte di mwcl0Pievesestina di Cesena. Altre redazioni sono poste a mwcl4Castel Guelfo di Bologna, mwcl8Forlì, mwcmaRavenna e mwcmeRimini. È visibile nell'mwcmiEmilia-Romagna, mwcmmVeneto, mwcmqMarche e nella mwcmuRepubblica di San Marino.

Rete8 Vga Telerimini è la televisione storica di Rimini. È stata la prima emittente privata a trasmettere sul territorio nazionale, ma per un disguido che ha causato un ritardo di 15 minuti alla consegna degli atti notarili risulta essere la seconda rete privata a essere registrata come tale presso il tribunale. La TV, che ha iniziato la sua attività quando ancora i programmi venivano girati in bianco e nero su bobine, continua il suo impegno nella divulgazione delle tradizioni di tutto il territorio riminese. Mario Lugli, regista del programma mwcmcIn Zir par la Rumâgna (precursore di "Linea Verde"), è stato insignito il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana per il suo impegno televisivo.

A mwcmkRimini ha sede Icaro TV. Una sede distaccata presso gli studi di Radio Icaro Rubicone è presente a mwcmoSavignano sul Rubicone.

A mwcmwForlì ha sede VideoRegione TV.

A mwcm4Faenza ha sede Tele1. Emittente storica della Romagna. Una delle prime emittenti private via etere, nata nel 1976.

A mwcnaImola ha sede Canale11.

Arte

Teatro

Cucina

La Piadina

La Romagna è nota per la piadina. Essa è composta da una sfoglia di farina di frumento, strutto (o olio di oliva), sale e acqua, che tradizionalmente viene cotta su un piatto di terracotta, detto teglia, ma più comunemente su piastre di metallo.
La si può trovare in tutto il territorio cittadino, venduta in tipici chioschi (detti "Baracchine"). Può essere servita semplice per accompagnare i pasti, ma è ottima se gustata insieme ad affettati e insaccati di vario tipo oppure insieme al formaggio squacquerone, con l'aggiunta di rucola. È, per dirla con Giovanni Pascoli, «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli»: in realtà lo era innanzitutto per i più povericite-ref-51[51].
La piadina romagnola è inserita nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani della regione Emilia-Romagna.

A eccezione della zona costiera, ricca di pietanze a base di pesce, la mwcn4cucina romagnola è di origine tipicamente rurale. I contadini, che vivevano in una dignitosa povertà, hanno prodotto una cucina dai caratteri semplici e genuini.

Diffusa la cultura della mwcoaminestra fatta con pasta all'uovo, particolarmente sotto forma di mwcoepappardelle, mwcoicappelletti (mwcomcaplétt), mwcoqmanfrigoli (mwcoumanfrigul), mwcoypassatelli, mwcoctagliatelle (mwcogal tajadèll) e mwcoklasagne. Tra le pastasciutte, tipici sono gli mwcoostrozzapreti, serviti al ragù. Per quanto riguarda i formaggi, spicca il mwcosformaggio di fossa, prodotto nell'Alto forlivese-cesenate. La bassa pianura, invece, è il regno dello mwcowsquacquerone.

Tra i secondi piatti la parte del leone la svolge il mwco4maiale: grigliate miste, carne ai ferri, arrosti, sono tipici della zona, in particolare di quella collinare. Diffuso l'uso d'insaccati e degli affettati derivati dal maiale, specialmente prosciutto, salame, mortadella, coppa e culatello. In misura minore è usato anche il mwco8coniglio e il pollo. Per quanto riguarda la cacciagione, vengono utilizzati, specialmente in collina, cinghiali, lepri, quaglie.

Il dolce tipico è la mwcpeciambella (mwcpibràzadèla), sia quella caratteristica con il buco, sia quella lunga e piatta, mentre le mwcpmfrappe, dette anche mwcpqchiacchiere, sono tipiche del periodo di carnevale. Il mwcpuDolce di San Michele è riconosciuto come mwcpyprodotto agroalimentare tradizionale (P.A.T.).

I migliori vini mwcpgDOCG e mwcpkDOC di Romagna sono l'mwcpoAlbana, il mwcpsSangiovese di Romagna, il mwcpwPagadebit, il mwcp0Trebbiano, il mwcp4Romagna Albana spumante e la mwcp8Cagnina.

Eventi

Economia

Pesca

La Romagna si affaccia sul mar Adriatico estendendosi per una lunghezza di oltre 90mwcqy km. Partendo da Nord, dalla foce del fiume mwcqcReno fino al promontorio di mwcqgFiorenzuola di Focara, si susseguono sette marinerie: Ravenna, Cervia, Cesenatico, Bellaria, Rimini, Riccione e Cattolica. Ogni porto ha una propria storia e una propria tradizione che lo contraddistingue da tutti gli altri, nonostante le distanze chilometriche non siano certo ampiecite-ref-52[52]. La pesca come attività organizzata volta al profitto è decollata in Romagna alla fine del mwcq0XIX secolo.
I sistemi di pesca maggiormente utilizzati sono:

• lo strascico (che è quello che vanta la maggiore tradizione);
• le reti volanti;
• la pesca con le draghe idrauliche;
• la piccola pesca e il sistema polivalente (che prevede l'utilizzo di più strumenti di cattura).

Agricoltura

L'agricoltura è praticata in Romagna fin dall'mwcrcantichitàcite-ref-53[53]. Dall'epoca antica fino al XX secolocite-ref-54[54] i tempi e i ritmi della vita, sono stati gli stessi dei tempi della coltivazione dei campi. Fino al XIX secolo la coltura più diffusa è stata quella dei cereali.cite-ref-55[55] Alla fine dell'Ottocento è nata la coltivazione di alberi da fruttocite-ref-56[56]: i due poli furono mwcsgMassa Lombarda e mwcskCesena. Dalla seconda metà del XX secolo si pratica un'agricoltura industriale su tutto il territorio.

Prodotti agroalimentari: Albicocca della Val Santerno, mwcswPesca e Nettarina di Romagna, mwcs0marrone di Castel del Rio, mwcs4scalogno.

Vini: mwctaAlbana, mwcteSangiovese di Romagna, mwctiPagadebit, mwctmTrebbiano, mwctqRomagna Albana spumante, mwctuCagnina, Rebola, Cabernet-Sauvignon.

A partire dagli anni ottanta si è diffusa in Romagna la mwctccoltivazione biologica.

Agroalimentare

Nella prima metà del XX secolo sorsero le prime associazioni di produttori romagnoli del settore ortofrutticolo. Le aziende produttrici erano localizzate nel triangolo che ha come vertici mwctsCesena-mwctwImola-mwct0Massa Lombarda, i centri dove tali coltivazioni avevano più radicamento. Le prime società cooperative si costituirono nell'ambito del commercio, più che della trasformazione. Ad Imola era leader la Cooperativa ortolani, nata nel 1893, che nel 1947 esportava i fragoloni nel centro Europa e si era specializzata nella vendita all'estero di altri tipi di frutta; a Massa Lombarda le cooperative di frutticoltori avevano fatto mwct4la storia dell'ortofrutta nazionale. Nel secondo dopoguerra cominciarono i processi di concentrazione tra cooperative. Uno dei principali soggetti consorziali coinvolse tre città: Cesena con la Cooperativa agricola fra produttori ortofrutticoli; mwct8Faenza con la Cooperativa fra produttori agricoli faentini (PAF) e mwcuaBagnacavallo, dove aveva sede la Cooperativa produttori agricoli (Copra). Nel 1966 questi tre soggetti costituirono la CALPO, Cooperative associate lavorazione prodotti ortofrutticoli, organismo che riunì le imprese ortofrutticole romagnole per diventare leader nella trasformazione dei prodotti. Acquisito il marchio mwcueValfrutta nel 1972, quattro anni dopo la Calpo e altre società ortofrutticole di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, costituirono il Consorzio cooperative mwcuiConserve Italia (1976). Oggi Conserve Italia è uno dei maggiori gruppi conservieri d'Europacite-ref-agroalimentare-57-0[57].

Le tecnologie di conservazione della frutta consentirono la nascita di consorzi anche nel settore dei surgelati. Nel 1969 nacque a Cesena il consorzio «Fruttadoro di Romagna» costituito dalle cooperative Copa, Capor, Apora e Apa. Nel 1978 Fruttadoro creò una società di produzione, vendita e distribuzione dei prodotti surgelati ottenuti nello stabilimento di Cesena. Nacque Orogel. Nel 1995, con lo sviluppo ulteriore dell'attività e la nascita di altre società operative, il consorzio Fruttadoro assunse il ruolo di holding di gruppo. Oggi Orogel è la prima azienda italiana nei surgelati vegetali ed è la seconda azienda di marca, preceduta solamente da una multinazionale, nel mercato del sottozero. Nel settore degli ortaggi e delle erbe aromatiche, Orogel è leader del mercato nazionalecite-ref-agroalimentare-57-1[57].

Artigianato

La Romagna è una terra di artigianato. Uno dei centri mondiali di produzione della mwcu8ceramica è in Romagna: Faenza. Tra l'artigianato romagnolo più conosciuto e ammirato ci sono anche le caratteristiche mwcvatele stampate a mano, prodotte con tecniche e attrezzi tradizionali, come gli stampi in legno intagliato. È tipica anche la lavorazione del cuoio e delle pelli per borse. I centri più interessanti sono mwcveSan Mauro Pascoli e mwcviGambettola.

Teglie, consigliate per la cottura della piadina: Montefiffi, nel comune di mwcvqSogliano al Rubicone.

Industria e commercio

Il modello di sviluppo tradizionale dell'economia romagnola è basato sul dinamismo dei singoli imprenditori. A partire dall'agricoltura, il settore economico tradizionalmente maggioritario nella regione. La prima industria che si è diffusa in Romagna, terra a vocazione agricola, fu quella ortofrutticola.

Credito e risparmio

In Romagna le prime banche furono i Monti di Pietà, la cui esclusiva attività era l'erogazione di credito su pegno. Le banche in senso moderno nacquero nel mwcv0XIX secolo. Le prime furono le Casse di Risparmio, che nacquero per fornire credito ai privati e finanziare le imprese artigiane; i Monti di Pietà continuarono la loro attività di sovvenzione alle persone indigenti. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si svilupparono anche le prime esperienze di mwcv4credito cooperativo. Conosciute con il nome di casse rurali, sorsero per fornire accesso al credito a favore degli agricoltori. In Romagna la prima fu, nel 1895, la Cassa rurale di S. Pietro in Sylvis, di mwcweBagnacavallo.
Nel XX secolo si svilupparono, dall'esperienza delle casse rurali, le banche di credito cooperativo.

Turismo e servizi

| Le maggiori imprese della Romagna | Le maggiori imprese della Romagna | Le maggiori imprese della Romagna | Le maggiori imprese della Romagna |
|---|---|---|---|
| Classifica in base ai bilanci del 2019 (fonte: Top Aziende ) [ 58 ] | Classifica in base ai bilanci del 2019 (fonte: Top Aziende ) [ 58 ] | Classifica in base ai bilanci del 2019 (fonte: Top Aziende ) [ 58 ] | Classifica in base ai bilanci del 2019 (fonte: Top Aziende ) [ 58 ] |
| Denominazione | Sede | Fatturato 2019 | Settore |
| Unieuro | Forlì | 2 079 148 000 | Elettrodomestici – vendita al dettaglio |
| GESCO | Cesena | 1 641 477 277 | Alimentari – produzione e ingrosso |
| MARR | Rimini | 1 578 083 000 | Alimentari – produzione e ingrosso |
| Commercianti Indipendenti Associati | Forlì | 1 225 523 025 | Alimentari – vendita al dettaglio |
| COFCO International Italy | Ravenna | 851 346 240 | Mangimi, foraggi e integratori zootecnici |
| Bunge Italia | Ravenna | 711 451 477 | Mangimi, foraggi e integratori zootecnici |
| General Cavi | Lugo | 603 702 640 | Cavi e conduttori elettrici e telefonici |
| Eurovo | Lugo | 590 778 862 | Alimentari – produzione e ingrosso |
| Ferretti | Cattolica | 576 863 000 | Costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive |
| Teddy | Rimini | 568 057 860 | Abbigliamento – produzione e ingrosso |

Infrastrutture e trasporti

Strade

Autostrade e superstrade

La Romagna è collegata alla mwcdgrete autostradale nazionale tramite undici caselli della mwcdkAutostrada A14 mwcdoBologna-mwcdsTaranto. Nel tratto tra Imola e Faenza ha origine la mwcdwmwcd0Diramazione Ravenna (ove sono presenti altri cinque caselli) che ha termine poco più a nord della città bizantina.
Da Ravenna parte la mwcd8Strada statale 3 bis Tiberina (mwceaStrada europea E45), che consente di arrivare a mwceeRoma, costituendo una valida alternativa all'mwceiAutostrada A1 per giungere dal Nord alla Capitale.

Strade statali

Le principali Strade statali che attraversano la Romagna sono la mwceySS 9 Via Emilia, la mwcecSS 16 Adriatica, la mwcegStrada Romea e la mwcekex 253 San Vitale.

Ferrovie

Le linee ferroviarie principali che attraversano la Romagna sono la mwcewBologna-Ancona e la mwce0Ferrara-Rimini. Da citare anche la mwce4linea Faenza-Firenze, che, percorrendo l'mwce8appennino tosco-romagnolo, collega mwcfaFaenza con mwcfeFirenze.

Per completare il quadro dei trasporti, il collegamento tra mwcfmRavenna e mwcfqBologna è servito dal complesso di treni che percorrono la tratta diretta tra Ravenna e mwcfuCastel Bolognese e la tratta tra Ravenna e mwcfyFaenza, mentre la mwcfctratta secondaria Lavezzola–Lugo collega i comuni del lughese con mwcfgLugo e, tramite la mwcfkdiramazione Lugo-Granarolo, a mwcfoFaenza.

Porti

Il principale porto della Romagna è quello di Ravenna. Si tratta di un porto industriale e commerciale che si sonda lungo le rive del mwcf0Canale Candiano, canale navigabile che collega l'abitato con il mare (distante 8mwcf4 km). Il nome deriva, per traslazione, dalla denominazione del vecchio avanzo di canale portuale di origine romana che era collegato con la città per mezzo del canale Panfilio, proveniente da mwcf8Ferrara.

A mwcguCervia è presente un porto turistico che consente l'ormeggio a imbarcazioni da mwcgydiporto, a vela e a motore, di lunghezza compresa fra 6 e 16mwcgc m.

A mwcgkCesenatico è ubicato un porto-canale realizzato nel 1500 da un progetto di mwcgoLeonardo da Vinci, inizialmente era previsto anche un collegamento con la città di mwcgsCesena, situata nell'entroterra a circa 15mwcgw km da Cesenatico; esso è utilizzato come porto turistico e per la pesca.

Il Porto canale di mwcg4Rimini è costituito dall'originale foce del fiume mwcheMarecchia, con banchine sui due lati e prolungamento su due moli; anche in questo porto si svolgono attività legate alla pesca.

Aeroporti

In Romagna sono presenti due aeroporti: uno è ubicato a mwchkForlì ed è il mwchoLuigi Ridolfi, l'altro è ubicato a mwchsRimini ed è il mwchwFederico Fellini. Vi è inoltre un aeroporto militare a mwch0Cervia, ove dal 5 ottobre 2010 è di stanza il mwch415º Stormo dell'mwch8Aeronautica Militare.

Infine sono presenti:

• due campi di volo, gestiti da mwcimaeroclub: a mwciqRavenna e mwciuLugo;
• cinque mwcicaviosuperfici a mwcigLido di Classe (Frazione di mwcikRavenna), a San Michele (frazione di mwcioSantarcangelo di Romagna), a Faenza (mwcisCampo di volo Aerlight Faenza), a Sasso Morelli (frazione di mwciwImola) e a mwci0Torraccia, curazia del castello di mwci4Domagnano, nella mwci8Repubblica di San Marino.

Mobilità

Nelle Provincie di mwcjiRavenna, mwcjmForlì-Cesena e mwcjqRimini opera la società di trasporto pubblico mwcjuStart Romagna nata il 1º gennaio 2012 dall'unione delle agenzie mwcjyATM, mwcjcAVM e mwcjgTRAM. Mentre nell'mwcjkimolese il servizio è svolto da TPER Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna (Bologna) e nella mwcjoRepubblica di San Marino dall'mwcjsAzienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici.

Amministrazione

Dal punto di vista amministrativo la Romagna appartiene in gran parte alla regione mwcj4Emilia-Romagna. Sono interamente romagnole le tre province di mwcj8Ravenna, mwckaForlì-Cesena e mwckeRimini; a esse si devono aggiungere la città di mwckiImola (mwckmBO) e alcuni comuni limitrofi (mwckqDozza, mwckuMordano, mwckyCasalfiumanese, mwckcBorgo Tossignano, mwckgFontanelice e mwckkCastel del Rio)cite-ref-59[59].

Un decimo del territorio romagnolo è in mwck8Toscana, diviso tra due province. In quella di mwclaFirenze: mwcleFirenzuola, mwcliPalazzuolo sul Senio e mwclmMarradi (che costituiscono ciò che resta della mwclqRomagna toscana).

Dopo i mwclyreferendum del 17-18 dicembre 2006 e del 24-25 giugno 2007 gran parte dei comuni romagnoli delle mwclcMarche sono passati alla mwclgProvincia di Rimini. Rimangono nella mwclkprovincia di Pesaro-Urbino mwcloGabicce Mare, mwclsGradara, alcuni comuni della mwclwValconca (mwcl0Mercatino Conca, mwcl4Monte Cerignone e mwcl8Monte Grimano Terme) e parte del Comune di mwcmaPesaro. Insieme costituiscono i due centesimi della superficie della Romagna.

Consolati



• mwcmsForlì

1. Consolato Onorario della mwcm8Repubblica Slovacca

• mwcniRavenna

1. Consolato Onorario della mwcnyRepubblica di San Marino
2. Vice Consolato Onorario del mwcnkRegno di Spagna

• mwcnwRiccione

1. Consolato Onorario del mwcoaGranducato di Lussemburgo

• mwcomRimini

1. Consolato Onorario della mwcocRepubblica di Finlandia
2. Consolato Onorario della mwcooRepubblica Federale di Germania
3. Consolato della Repubblica di San Marino in Rimini

Sport

Gli sport più praticati e seguiti in Romagna sono mwcqqcalcio, mwcquciclismo e mwcqymotociclismo, ma anche mwcqcbaseball, mwcqgpallacanestro, mwcqkcalcio a cinque, mwcqocricket, mwcqspallavolo, mwcqwrally, mwcq0rugby e mwcq4ippica. Sulla costa si praticano mwcq8vela, mwcrasurf, mwcrewindsurf, mwcrikitesurf e mwcrmstand up paddle.

Principali società sportive

Baseball
Degni di nota sono il mwcrgRimini Baseball Club e il mwcrkSan Marino Baseball Club, militanti in mwcroSerie A. Il Rimini ha vinto undici scudetti e tre Coppe dei Campioni, mentre il San Marino può fregiarsi di cinque scudetti e tre Coppe dei Campioni. Dal 2011 milita in IBL anche la squadra dei mwcrsKnights, con sede a mwcrwGodo, frazione di mwcr0Russi (RA).

Calcio
La più blasonata società calcistica della Romagna è il mwcseCesena. Nel suo passato vanta tredici partecipazioni alla mwcsimassima serie e anche una partecipazione alla mwcsmCoppa UEFA nel 1976 grazie al sesto posto conquistato in mwcsqSerie A nella stagione precedente: esso costituisce il risultato di maggior rilievo della società.
Il mwcsyRimini e il mwcscRavenna hanno disputato la serie cadetta rispettivamente in nove e sette occasioni. Il mwcsgForlì ha giocato in Serie B solamente durante gli anni '40.

Calcio a 5
mwcswImola nella stagione 2016-17 in Serie A; mwcs0Forlì Calcio a 5, Torresavio Futsal Cesena, APD Faventia 1998 di Faenza in mwcs4Serie B.

Ciclismo
In Romagna operano numerose società ciclistiche, e qui vi sono nati molti campioni come mwctiMarco Pantani.

Cricket
Il Cesena Cricket Club negli anni '90 ha vinto tre scudetti e due Coppe dei Campioni.

Motociclismo

Pallacanestro
Nel basket maschile vanno ricordate soprattutto la mwct4Libertas Forlì, il mwct8Basket Rimini e l'mwcuaAndrea Costa Imola, che hanno tutte militato nella massima serie partecipando anche alle coppe europee in passato. Nel basket femminile, la società più titolata della Romagna è il mwcueClub Atletico Faenza, che ha disputato 53 campionati di Serie A vincendo due Coppe Italia (2007 e 2009) e arrivando in finale per lo scudetto nel 2005. Di rilievo è anche la squadra di mwcuiCesena, che tra la fine degli mwcumanni ottanta e l'inizio degli mwcuqanni novanta, è arrivata per cinque volte consecutive a disputare la finale scudetto.

Pallavolo
Molto diffusa e praticata è anche la mwcugpallavolo. Il Ravenna oltre ad avere vinto il primo campionato italiano di pallavolo maschile nel 1946 in città sono presenti una squadra femminile (mwcukOlimpia Teodora) e due maschili (mwcuoPorto Ravenna e mwcusRobur) che in totale hanno vinto diciassette scudetti, sette coppe italia, cinque coppe dei campioni, due mondiali per club, due supercoppe europee, una coppa Cev e una Challenge Cup.
La città di Forlì ha invece vantato per diversi anni due squadre in serie A (maschile: mwcu0Yoga Volley, in serie A1; femminile: mwcu4Infotel, in serie A2). Mentre la mwcu8Pallavolo Cesena ha partecipano una sola stagione al campionato di massima serie.

Pallamano
La mwcvmPallamano Romagna milita con due squadre nella mwcvqSerie A2 e nella mwcvuSerie B.

Rugby
Il mwcvkRomagna Rugby Football Club è stato fondato nel giugno del 2006, ed è una mwcvofranchigia cui aderiscono diversi club romagnoli. La franchigia esordì partendo direttamente dal campionato di mwcvsserie B nella mwcvwstagione 2006/2007, ottenendo il titolo a parteciparvi dal Cesena Rugby Club; al termine della mwcv0stagione 2010/2011 ha ottenuto la sua prima promozione in serie A2.

Tchoukball
Nel febbraio del 2009 viene fondato a mwcweCesena il mwcwiRomagna tchoukball che ha partecipato al suo primo campionato nella stagione 2009/2010, classificandosi 18º su 22 squadre e finendo per retrocedere in serie B. Nella stagione 2010/2011 il mwcwmRomagna tchoukball partecipando al campionato di B viene ammesso ai play off per la A, ma viene sconfitto da Torino e Bergamo e conclude il campionato in 6ª posizione su 18 squadre.

Altri sport
Meno diffusi, ma comunque praticati anche a livello agonistico su scala nazionale e internazionale sono il mwcwcsoftball e il mwcwgnuoto. Sul territorio sono presenti anche alcuni poligoni per il mwcwktiro con l'arco e il mwcwotiro a segno. È altresì possibile effettuare lanci con il mwcwsparacadute in alcune piattaforme private in mwcwwprovincia di Ravenna.
Nella mwcw4riviera romagnola in estate è possibile praticare qualsiasi tipo di sport su sabbia, dal mwcw8beach volley ai mwcxaracchettoni al mwcxefootvolley alle mwcxibocce. Ogni anno vengono disputati tornei per ogni età e categoria agonistica (anche a livello internazionale), soprattutto a mwcxmCesenatico, mwcxqMarina di Ravenna, mwcxuBellaria-Igea Marina, mwcxyRimini e mwcxcRiccione. Ogni primavera Rimini ospita il mwcxgPaganello, gara internazionale di frisbee.
Negli ultimi tempi si sta assistendo anche alla crescita del movimento mwcxopallanuotistico. Già radicato a mwcxsRavenna, mwcxwRiccione e mwcx0Novafeltria, a livello amatoriale sono presenti squadre anche a mwcx4Forlì, mwcx8Savignano, mwcyaBellaria e mwcyeCesenatico.

Principali manifestazioni sportive

Ricorrenti

• mwcycGran Premio del Made in Italy e dell'Emilia-Romagna (valido per il mondiale di mwcygFormula 1 dal 2020 a oggi)
• mwcy0100 km del Passatore, mwcy4ultramaratona con partenza da mwcy8Firenze ed arrivo a mwczaFaenza
• mwczi50 km di Romagna, mwczmultramaratona con partenza ed arrivo a mwczqCastel Bolognese

Del passato

• mwczkGran Premio di San Marino (valido dal 1981 al 2006 per il mondiale di mwczoFormula 1);
• Lo stadio cesenate mwcz8mwc0aDino Manuzzi ha ospitato quattro incontri della mwc0enazionale maggiore di calcio:

1. mwc0qItalia-mwc0uBulgaria 4-0 (20 settembre 1989)
2. mwc0cSan Marino-mwc0gItalia 0-4 (12 febbraio 1990)
3. mwc0oItalia-mwc0sSvezia 1-0 (18 novembre 2009)
4. Italia-Ungheria 2-1 (7 giugno 2022)

e un incontro della mwc08nazionale maggiore di rugby:

1. mwc1iItalia-mwc1mGiappone 31-24 (13 agosto 2011)

• mwc1yTemporada Romagnola (serie di gare mwc1cmotociclistiche disputate dal 1945 al 1971).

Principali impianti sportivi

• mwc1s105 Stadium (Rimini)
• mwc18Carisport (Cesena)
• mwc2eIppodromo del Savio (Cesena), attivo per il trotto nei mesi estivi. Il primo sabato di settembre la stagione ippica si conclude con il Campionato Europeo, un Gran Premio che richiama sulla pista cesenate i più forti cavalli a livello mondiale e un folto pubblico dall'mwc2iItalia e dall'estero;
• mwc2qMisano World Circuit Marco Simoncelli (Misano Adriatico)
• mwc2yPalaCredito di Romagna (Forlì)
• mwc2gPalaCattani (Faenza)
• mwc2oPalaCosta (Ravenna)
• mwc2wPalaDeAndré (Ravenna)
• mwc24Palasport Flaminio (Rimini)
• Playhall Riccione
• mwc3iStadio Bruno Benelli (Ravenna)
• mwc3qStadio Tullo Morgagni (Forlì)
• mwc3yStadio Dino Manuzzi (Cesena)
• mwc3gStadio Bruno Neri (Faenza)
• mwc3oStadio Romeo Neri (Rimini)
• Stadio del Nuoto di Riccione

Galleria d'immagini

Note

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cite-note-66. Lucio Gambi, «Confini geografici e misurazione areale della regione romagnola» in AA.VV. mwc8qRomagna Una. Mutila fra 3 regioni, Il Ponte Vecchio, 1999, pagina 94.
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cite-note-88. ” La Romagna, pur facendo parte geograficamente della Pianura Padana, può distinguersi per alcuni suoi caratteri ecologici e quindi biologici”. Cfr. mwc80Pietro Zangheri, «Il posto della Romagna nel quadro della bio-geografia dell'Italia» in mwc84Studi Romagnoli, 1950 (1).
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cite-note-111. Un cronista scrive che la scossa fece cadere la statua di mwc-aErcole posta sulla piazza.
cite-note-122. mwc-qArgenta fu totalmente distrutta.
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cite-note-2828. Il Guido elencato da Dante tra i nobili romagnoli è stato però identificato dagli studiosi moderni, come riporta il Peruzzi nella voce "mwdfomwdfsmwdfwCARPEGNA (Carpigna), Guido di". dell'Enciclopedia Treccani, quale discendente di un ramo minore dei Carpegna del Montefeltro; i suoi possedimenti non si trovavano nel Montefeltro ma a Bertinoro, e non aveva quindi collegamenti con la contea appenninica.
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cite-note-5959. A Imola ha sede il mwdqyNuovo Circondario Imolese, il cui territorio comprende anche tre centri emiliani (mwdqcCastel San Pietro Terme, mwdqgMedicina e mwdqkCastel Guelfo di Bologna). Va detto che il Circondario è un ente di coordinamento tra comuni limitrofi e non è stato istituito tenendo conto di criteri storico-geografici.

Bibliografia

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• mwdruGianni Quondamatteo e mwdryGiuseppe Bellosi, mwdrcRomagna civiltà (1977)
• Tullia Magrini & Giuseppe Bellosi, mwdrkVi do la buonasera. Studi sul canto popolare in Romagna. Il repertorio lirico, Bologna, CLUEB, 1982 ISBN 88-491-0256-9
• mwdrwLucio Gambi, mwdr0La "Romagna" di Emilio Rosetti, in «Romagna arte e storia», 1990 X;
• mwdr8Fabio Lombardi, mwdsaCanti e strumenti popolari della Romagna bidentina. Canzoni, ninne-nanne, filastrocche, balli, canti di nozze, stornelle, urli, bovare, strumenti e altro ancora, in una memorabile raccolta dei canti e della musica popolare della valle del Bidente. In appendice: Le trascrizioni musicali, Cesena, Ponte Vecchio, 2000 ISBN 88-8312-087-6
• Sauro Mattarelli, mwdsmLa gatta rossa. La Romagna e le torri gemelle, Chegai, Firenze, 2002;
• Franco Quartieri, mwdsuEchi e sapori di Romagna nel Comentummwdsy di Benvenuto da Imola in «Studi Romagnoli» LIII (2002) Stilgraf Cesena 2005, pp.mwdsc 29–39.
• Sauro Mattarelli, mwdskRomagna graffiti Diabasis, Reggio Emilia, 2008;
• John Larner, mwdswSignorie di Romagna, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2008;
• Marco Viroli, mwds8Signore di Romagna. Le altre leonesse, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2010;
• Franco Dell'Amore, mwdteStoria della musica da ballo romagnola. 1870-1980, Savignano sul Rubicone, Pazzini Editore, 2010
• Alberto Mazzuca - mwdtmGiancarlo Mazzuca, (fotografie di Lorenzo Capellini), mwdtqRomagna nostra, Bologna, Minerva Edizioni, 2020 ISBN 978-88-3324-226-2

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Collegamenti esterni

• mwdwqsito web. URL consultato il 17 luglio 2020 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015). Istituto Friedrich Schürr, per la tutela e la valorizzazione del patrimonio dialettale romagnolo
• mwdwysito web. Portale con tutte le Sagre in Romagna
• mwdwgPlastico della Romagna fisica di Pietro Zangheri.